«L’editore sapeva, ne avrà parlato con altri»

«Non posso rivelare il prezzo degli scatti» Lele Mora: di politici ne conosco tanti...

nostro inviato a Potenza

Pino Belleri, prima e dopo. Prima dell’interrogatorio sui troppi misteri delle foto col portavoce del governo e il transessuale comprate per 100mila euro e mai pubblicate, il direttore del settimanale Oggi la butta là: «... della cosa venne investito l’ufficio legale della Rizzoli a cui è stato fatto visionare il servizio. Sappiate una cosa: non è obbligatorio che una decisione presa non possa essere riveduta e corretta, sulla base anche di valutazioni di ordine etico. E avendo sostenuto una spesa, che non era di poco conto, poi informai l’editore...». Dopo quindici minuti, a verbale chiuso, nel guadagnare l’uscita del tribunale di Potenza, Belleri torna sull’argomento insistendo sui vertici di Rcs che ben sapevano delle fotografie con Silvio Sircana fermo in macchina accanto a un viado. «Allora, io con questo signor Sìrcana o Sircàna non ho mai parlato però è chiaro che a un certo punto ho parlato di questa storia con l’editore e immagino che l’editore ne abbia poi parlato con qualcuno, ma io non lo so».
Ricapitolando. Il vertice di Rcs, che fino a ieri non aveva proferito parola sull’argomento, secondo Belleri sapeva tutto di quel servizio fotografico delicatissimo. Dalle parole del direttore di Oggi non si capisce, però, quando i piani alti della Rizzoli siano venuti a conoscenza dell’operazione-Sircana, se prima dell’acquisto, in corso d’opera o a cose fatte. E se nella decisione di non mandare in edicola il reportage a luci rosse possa essere intervenuta una manina romana. Quel passaggio sibillino («di questa storia ne ho parlato con l’editore e immagino che l’editore ne abbia poi parlato con qualcuno») rilancia infatti l’ipotesi dell’interessamento della politica nazionale nell’operazione di «rastrellamento» delle foto e dell’insabbiamento del servizio. Stuzzicato sul tema - sempre prima dell’interrogatorio - Belleri ha provato a spazzar via ombre e insinuazioni: «Se la mia scelta di non pubblicare le foto di Sircana ha portato al sospetto che si potesse fare un favore alla politica, cercheremo di dissipare questo “dubbio”. Mi prendo ogni responsabilità della decisione, e dopo se devo andare in galera, ci andrò». Contestualmente alle sue disgrazie giudiziarie e ai rumors dell’ultim’ora, l’agente dei vip Lele Mora lancia messaggi subliminali tutti da interpretare: «Di politici ne conosco tanti, ma ho fatto più favori io a loro che loro a me». Favori? Che tipo di favori?
Nel faccia a faccia col pm Henry John Woodcock, il direttore di Oggi si è soffermato sulle fasi salienti della transazione che ha portato il fotografo della scuderia Corona, Max Scarfone, a tradire il «principale» per la prestigiosa agenzia milanese Photomasi che per il disturbo - si sussurra in ambienti giudiziari - avrebbe preso una provvigione pari al dieci per cento (10mila euro) dell’esborso complessivo da parte del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera (100mila euro). Il tutto è regolarmente fatturato. «Non posso rivelare il prezzo pagato per una dozzina di scatti - ha comunque precisato Belleri - anche se poi le cosiddette foto shock relative a Silvio Siriana sono due o tre, in cui si vede una macchina ferma con un finestrino abbassato, e c’è un colloquio con un transessuale». Belleri aveva anche detto che a suo avviso potrebbe esserci «in circolazione anche un video» nel quale si vede Sircana che parla con il viado. Ma Photomasi smentisce e puntualizza. «Io - ha detto la titolare, Carmen Masi - ho avuto in mano solo fotografie che sono state cedute a titolo definitivo. Non mi risulta che esista un video, ma se anche fosse stato girato non esisterebbe più, perché tutto quello che non è stato acquistato da Oggi è stato distrutto».
Coincidenze e scherzi del destino: nel giorno delle polemiche su Vallettopoli, il settimanale che ha nascosto le foto di Sircana regala ai lettori uno scoop sulla Gregoraci affidandosi allo stesso fotografo, e alla medesima agenzia d’intermediazione, del servizio «invisibile» al portavoce unico del governo.
gianmarco.chiocci@ilgiornale.it