L’editoria è in crisi? Se ne parla a Roma

Quanto e come leggono gli italiani: editori, economisti e politici a confronto

Si apre oggi l'edizione 2006 degli Stati generali dell'editoria, le assise del mondo del libro in programma per due giorni a Roma nella Sala dello Stenditoio di San Michele a Ripa, con il titolo di «Più cultura, più lettura, più Paese» e con lo slogan «Investire per crescere». Un momento che metterà a confronto gli editori italiani e i loro progetti culturali e industriali con il mondo della politica e quei rappresentanti del governo che hanno la responsabilità del settore.
Sono attesi così il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli e i ministri Fabio Mussi ed Emma Bonino, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria Ricardo Franco Levi, e con i vice ministro Mariangela Bastico e Ugo Intini. Tra gli interventi d'apertura, dopo quello del presidente dell'Aie Federico Motta, sono in programma quello del presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo e Piero Cipollone del Servizio Studi della Banca d'Italia, che apriranno un dialogo e confronto con economisti, giornalisti, politici, rappresentanti delle istituzioni, locali e no, e delle forze politiche.
Al centro, il libro (e più in generale l'industria dei contenuti) e la sua capacità, dati alla mano, di influire sulla produttività del Paese, come dimostra la ricerca elaborata da un gruppo di lavoro coordinato da Antonello Scorcu, professore di Politica economica nell'Università di Bologna, e da Edoardo Gaffeo, professore di Economia politica nell'Università di Trento e che sarà presentata domani in mattinata.
In scaletta tre focus coerenti con i risultati della ricerca, sul valore della lettura, sul valore dell'editoria e sul valore dei contenuti.