L’effetto Gallinari è già finito L’Armani si ferma a Pesaro

Sabbia nella fuoriserie Armani costruita per andare a sfidare Siena. Il motore, pieno di cavalli di razza, tossisce, si spezza e lascia la felicità, una vittoria per 69-66 dopo essere stato avanti tutta la partita anche di 15 punti, a Luca Dal Monte l’allenatore della Scavolini che diventa barbiere di Siviglia per don Sergio Scariolo costretto a scoprire il lato oscuro di una squadra ambiziosa che può giustificarsi per essere stata assemblata da poco, ma non può chiedere assoluzioni se gioca in tutù.
Milano si toglie i guanti e il bolero troppo tardi, quando Hickman, 20 punti, una bella gestione del gioco e della partita, ha già lasciato l’impronta sulla notte che riporta Pesaro ai giorni gloriosi delle sfide vinte contro l’Olimpia contro cui combatte da 61 anni e che stavolta sembrava davvero su un altro pianeta, o almeno questo credevamo dopo l’esordio contro Varese.
Fare troppi complimenti porta spesso ad una strana ebbrezza e l’Armani di ieri era davvero un Emporio dove in troppi si sono perduti cercando il capino giusto e un compagno con la stessa maglia rossa. Certo dall’altra parte c’era la macchina della sabbia che Dal Monte teneva in costante movimento, una difesa che ha mandato in corto la Milano che non poteva essere già squadra, ma che non poteva essere davvero così remissiva perché con la sua panchina a Pesaro farebbero cenoni di ringraziamento.
Hickman per 35 minuti, fino al quinto fallo e all’asfissia, ma le meduse ragno nel grande mare sono stati due altri maratoneti per la vittoria: prima di tutto Daniel Hackett che si è infilato nella vasca nobile dei nemici ustionandoli e non soltanto per aver segnato 17 punti in 35’; poi il Jumaine Jones, vecchio uomo da rodei Nba, che fino a ieri pensavamo vivesse per avere soltanto luce propria e invece lo abbiamo visto sigillare una partita con 40’ di dedizione totale al gruppo, anche se chi lo conosce sarà sbalordito scoprendo che ha fatto soltanto 5 punti tirando 8 volte in tutto. Jones e i rimbalzi, qualche buon assist. Bastava ed avanzava per quell’Armani anemica, mai rabbiosa, mai orgogliosa, che faceva fatica a capire il suo centro Bourousis, che non andava dietro alla genialità di Hairston, che non sentiva più la mano sapiente di Cook davvero svanito,perduto nella sabbia dove ha trovato i fantasmi del gruppo: Mancinelli mai in partita, Nicholas gelido, Giachetti due marce sotto e, soprattutto, un Gallinari da minuetto, 8 punticini e zoppia misteriosa, che ha graffiato al primo tiro ed poi all’ultimo, quando era troppo tardi. Soltanto Fotsis (12) ha dato qualche segno di reazione, ma anche lui è tornato tardi nella mischia di una partita che l’Armani ha inseguito sempre: 20-17 dopo 10’, 40-32 a metà gara, ma il dato mortificante è stato il 9-4 del terzo tempo, senza dare un secondo a Melli che l’anno scorso a Pesaro ha fatto cose discrete.
Altra mortificazione per Scariolo le 23 palle perse, ma qui, diranno i sapienti, un merito va dato alla difesa pesarese, una qualità inattesa in una città che ha sempre amato il basket champagne.
Per Milano ritorno ai punti e alle aste preparando la sfida al Forum contro il Maccabi di giovedì prossimo, la settimana in cui inizierà l’eurolega anche per Cantù e Siena.