L’effetto Marchionne spinge il titolo Fiat a un passo dai 10 euro

Rialzo del 3,5% dopo le dichiarazioni ottimistiche del numero uno. Vola anche Cnh

Pierluigi Bonora

da Milano

Per le azioni Fiat i 10 euro, quotazione che il titolo non tocca dal 17 settembre 2002, sono a portata di mano. Le nuove rassicurazioni dell’amministratore delegato Sergio Marchionne sul momento positivo del Lingotto lasciano infatti intravedere per l’Auto la chiusura in utile del primo trimestre 2006. Sarebbe il secondo risultato in «nero» per Mirafiori dopo i 21 milioni realizzati negli ultimi tre mesi del 2005. Ieri il titolo torinese ha così conquistato nuove posizioni, attestandosi a 9,72 euro grazie al balzo del 3,49% tra scambi superiori a 27,8 milioni di pezzi, pari al 2,5% del capitale ordinario. Quella di ieri, comunque, è stata una giornata favorevole per tutta la galassia Agnelli. La sostanziale conferma della triade Giraudo-Bettega-Moggi ai vertici della Juventus ha spinto il titolo della società bianconera a guadagnare il 3,18% a 1,52 euro, mentre le holding Ifi e Ifil sono avanzate rispettivamente dell’1,84% (16,61 euro) e del 2,07% (4,49 euro).
Oltreoceano, poi, hanno subito un’ulteriore accelerazione le azioni della controllata Cnh. A Wall Street il titolo del gruppo attivo nelle macchine agricole e movimento terra ieri ha superato quota 26 dollari. A premiare Cnh sono state le dichiarazioni rilasciate al Giornale da Marchionne secondo cui la conversione automatica delle azioni privilegiate potrebbe già avvenire il 26 marzo, in anticipo rispetto alla data prevista del 6 aprile. A questo punto il Lingotto avrà il 91% della compagnia americana.
Sabato, intanto, Marchionne volerà in Cina insieme a Paolo Monferino, l’amministratore delegato di Iveco. Oltre a partecipare ai festeggiamenti per i dieci anni di presenza nel Paese della casa italiana produttrice di camion (le celebrazioni si svolgeranno a Nanchino), Marchionne e Monferino metteranno a punto gli ultimi dettagli dell’importante accordo che vedrà nascere in Cina un polo industriale Iveco in joint venture con il colosso locale Saic.
I prossimi mesi, comunque, saranno decisivi per il nuovo accordo industriale riguardante Fiat Auto. Lunedì, mentre Marchionne veniva nominato a Ginevra presidente della Sgs, il suo «delfino» Alfredo Altavilla, lo stratega delle alleanze, era impegnato a trattare con la delegazione di un possibile partner. Nel giro di qualche settimana si dovrebbe sapere se l’incontro d’inizio settimana avrà sviluppi positivi. Qualche dettaglio in più, salvo annunci a sorpresa, potrebbe arrivare in occasione dell’assemblea degli azionisti Fiat, in programma il 3 maggio prossimo. A questo proposito il consiglio di amministrazione del Lingotto, convocato venerdì mattina a Torino, servirà proprio a preparare l’assise di bilancio.
Sempre nei prossimi giorni dovrebbe essere sciolto il nodo Fidis, la società di servizi finanziari posseduta per il 49% da Fiat Auto e per il restante 51% da Synesis, il cui capitale è diviso in parti uguali tra un pool di banche. L’attesa è sul nome del possibile nuovo socio del Lingotto. Le manifestazioni d’interesse, come scriveva ieri Il Messaggero, sono attese entro venerdì da Goldman Sachs. Il fermento in casa torinese ha infine portato alcune banche d’affari a ritoccare verso l’alto il target price sul titolo Fiat.