L’effetto Punto fa correre le vendite Fiat

Il Lingotto migliora anche in Francia, dove la Lancia registra una crescita che tocca il 52%

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Bologna

Sprint di fine anno per il gruppo Fiat. L'effetto Grande Punto comincia a farsi sentire e Mirafiori rivede, in Italia, il 30% di quota mercato. L'incremento a novembre delle vendite di Fiat Auto (più 12,7%) è stato superiore al dato complessivo delle immatricolazioni (più 3,7%). Per il Lingotto è il miglior risultato dal gennaio 2004. Anche il Centro studi Promotor ha sottolineato come «il mese scorso abbia premiato il lancio dei nuovi modelli da parte del costruttore torinese», al quinto mese consecutivo di crescita. «La quota di Fiat Auto - sottolineano al Lingotto - è del 30,1%, con 2,6 punti in più rispetto al novembre 2004 e con un più 2,1 nei confronti dello scorso ottobre». Anche il marchio Fiat, con il 22,8% di quota ha migliorato di 3,9 punti il dato rispetto al 2004. Sempre per il marchio leader del gruppo, quello di novembre è il miglior risultato dall'aprile di tre anni fa. La Grande Punto, in particolare, ha superato i 60mila ordini in Europa. Ma anche gli altri modelli stanno guadagnando terreno. La Croma, presentata a maggio, ha raccolto 24mila ordini.
«Stimiamo di chiudere l'anno con dei volumi e una quota superiori al 2005, malgrado il fatto che le novità hanno potuto far sentire il loro effetto solo nell'ultimo quadrimestre», ha detto Luca De Meo, capo del brand Fiat, ieri al Motor Show di Bologna. Se il marchio Fiat è stato trainante (più 24,05%), Alfa Romeo e Lancia hanno segnato il passo: i cali, in novembre, sono stati rispettivamente del 27,12% e dello 0,33%. Nei primi undici mesi le vendite del Biscione sono scese del 19,72% e quelle della casa madre dello 0,52 %. Meglio, da gennaio, ha fatto invece Lancia: più 5,96%. «Il 2005 sarà un anno di transizione - ha spiegato Antonio Baravalle, responsabile Alfa Romeo - poiché i frutti più importanti del lavoro fatto li raccoglieremo nel 2006 dove contiamo di fare un significativo balzo, migliorando i volumi del 20-30%». Sul fronte delle novità, 159 e Brera, Baravalle ha ricordato che per quest'ultima «la commercializzazione inizierà a gennaio, mentre per la 159 i risultati ottenuti dal lancio ci rendono particolarmente confidenti: abbiamo ricevuto oltre 11mila ordini, un buon risultato considerando che le versioni a oggi disponibili coprono solo il 30% del mix previsto». Più soddisfatto, invece, è Olivier François, l'ex numero uno di Citroën Italia, da pochi mesi capo della Lancia: «Contiamo di chiudere l'anno con un aumento del 4,1% in Europa e del 6,5% nel nostro Paese. In alcuni mercati, come la Francia, la percentuale di crescita è stata addirittura del 52%».
E proprio nel Paese confinante tutta Fiat Auto sta attraversando un momento positivo con un più 16,1% a novembre, sempre grazie al marchio Fiat (più 22,6%) e alla Grande Punto. In Francia il gruppo di Torino è stato tra i pochi ad aver chiuso in positivo un mese difficile. Al Motor Show di Bologna anche Ferrari e Maserati hanno presentato dati interessanti. «Al 31 dicembre - ha anticipato l'amministratore delegato di Maserati, Karl-Heinz Kalbfell - immatricoleremo oltre 5.700 vetture contro le 4.600 del 2004. E per il 2006 contiamo di proseguire questo trend al rialzo». Sulle sinergie con Alfa, il manager tedesco ha detto che «ci stiamo lavorando e i risultati arriveranno a medio periodo». I risultati di Fiat Auto e il clima di fiducia attorno ai marchi torinesi hanno fatto bene al titolo: in Borsa la Fiat è avanzata del 2% superando la soglia dei 7 euro.