«L’efficienza non si misura in metri quadri»

C’è un governatore che va controcorrente. Ottaviano Del Turco, presidente della Regione Abruzzo dall’aprile 2005, ha deciso di disfarsi della sede acquistata e inaugurata nel 2004 dal predecessore Giovanni Pace, che la definiva «un edificio di prestigio in Avenue Louis, la strada più bella ed elegante di Bruxelles». Del Turco vende «Casa Abruzzo» - mille metri quadri su quattro piani costati 2,2 milioni di euro - e torna all’antico: un ufficio più modesto e in affitto, con costi di gestione contenuti.
Come ha preso questa decisione?
«Non è stata una scelta ideologica. Durante la mia esperienza come europarlamentare, ho visto che varie Regioni avevano sedi di rappresentanza a Bruxelles decisamente sproporzionate».
In che senso sproporzionate?
«Tanto più grande era l’ufficio di rappresentanza, tanto più inutile l’attività di lobbying e improduttivo il personale utilizzato. Invece c’erano altre Regioni, per lo più criticate per la loro taccagneria, che si dotavano di sedi piccole, vicine al Parlamento europeo ed efficienti. Ecco, io ho deciso di seguire questa seconda strada».
Era proprio necessario vendere «Casa Abruzzo», non bastava ridimensionarla?
«Quella sede aveva un problema in più. Il giorno dopo l’inaugurazione si sono accorti che su un piano non potevano nemmeno andarci gli impiegati. Infatti un parte dell’immobile non è utilizzabile come ufficio perché ha un vincolo urbanistico di destinazione residenziale».
È vero che sta concludendo una permuta con una banca: la Regione cede il palazzo di Bruxelles e diventa proprietaria della sede a L’Aquila, ora in affitto?
«È in corso una trattativa. Altro non posso dire, altrimenti ridurrei il potere contrattuale della Regione».
E per la nuova sede a Bruxelles? Tornerete in affitto nella sede comune delle altre Regioni dell’Italia centrale?
«Per ora ci hanno chiesto troppi soldi rispetto a quanto vogliamo spendere. Se ridimensioneranno le loro pretese, troveremo un accordo. Altrimenti cercheremo un’altra soluzione».
Insomma basta con sprechi e mega uffici?
«La strada è quella».