L’elegante chitarra di John Abercrombie tra le stelle dell’Eddie Lang Jazz Festival

Antonio Lodetti

Gegè Telesforo - cantante e showmnan di scuola renzoarboreana - da lunedì a domenica 6 agosto porta il grande jazz ai Giardini Castello Pignatelli di Monteroduni, in provincia di Isernia, con l’Eddie Lang Jazz Festival. Una manifestazione dedicata al mito di Eddie Lang, uno dei più grandi (per alcuni il più grande) chitarrista della storia del jazz, inventore del moderno concetto di assolo e celebre partner del violinista Joe Venuti. Il festival apre lunedì con l’esplosivo basso - a cavallo tra jazz, funky e soul - di Marcus Miller e prosegue martedì con la fantasiosa chitarra di Bireli Lagrene che - in trio con Andre Ceccarelli e Remi Vignolo - presenta i brani del suo ultimo album Move.
Personaggio di spicco della rassegna, mercoledì sera, sarà John Abercrombie, reduce dal successo al Blue Note di Milano con il supertrio formato da Mark Feldman al violino, Marc Johnson al basso, Joey Baron alla batteria. Un quartetto di assi per un suono personale, particolare, che viaggia sui confini tra jazz, classica e aperture alla musica contemporanea. «Non amo le definizioni stilistiche - dice Abercrombie - servono soltanto a limitare la creatività dell’artista. Io amo sperimentare partendo dalla tradizione jazz e allargando continuamente i miei confini». Non a caso Abercrombie è nato col rock prima di rimanere folgorato dal sound di Miles Davis e in seguito dalle chitarre di Tal Farlow, Barney Kessel e soprattutto Jim Hall. Le sue collaborazioni non si contano, da quelle con i Dreams dei fratelli Brecker e di Billy Cobham a quelle con Gil Evans, Gato Barbieri, Jack DeJohnette nei New Directions passando per Michel Petrucciani. Da solista e leader ha sviluppato uno stile elegante e spontaneo, legato alla tradizione (rilegge classici come Autumn Leaves o Stella By Starlight) ma proiettato nel futuro (già dal 1988 utilizza la chitarra filtrata con il sintetizzatore) e nella trasversalità. Il suo primo quartetto nasce nel 1979; da allora ha cercato di elaborare un linguaggio al tempo stesso elegante e spontaneo, giocando sull’improvvisazione e sulla ricerca dei timbri e dei colori. La sua creatività si esprime al meglio nel dialogo con il colto violino di Feldman e con il supporto - ora sofisticato ora vibrante, ora ritmico ora sapientemente melodico - di Johnson e Baron in un concerto da non perdere.
l’Eddie Lang Jazz Festival si conclude giovedì con i suoni etnojazz del camerunense Richard Bona, venerdì con il crossover degli italiani 3 From the Ghetto e sabato con l’interessante trombettista norvegese Nils Petter Molvaer.