L’eletto in Europa: «È uno sconcio Dobbiamo autosospenderci tutti»

Il deputato di Forza Italia: «Diserterò la Camera finché non sarà fatta chiarezza. I suffragi vanno ricontrollati uno per uno»

da Roma

«Autosospensione. Per tutti e 18 gli eletti all’estero». Non usa giri di parole Massimo Romagnoli, eletto nella circoscrizione europea per Forza Italia, nell’indicare quella che - a suo dire - è l’unica cosa da fare davanti allo «sconcio» del voto espresso dagli italiani all’estero.
«Il caso argentino - spiega con riferimento al film di De Biasi - non è che la punta di un iceberg di un marcio più grosso che sta venendo fuori...». E lui, imprenditore in Grecia (gruppi elettrogeni) d’origine siciliana, ritiene a questo punto che si debba fare un passo indietro da parte di tutti e 18. I 12 deputati e i 6 senatori eletti coi voti contati a Castelnuovo di Porto secondo Romagnoli non hanno altra scelta: «Se davvero, come dicono tutti loro, è per rendere un servizio al Paese che si sono candidati e non per ottenere una poltrona, si autosospendano fino al giorno in cui si farà chiarezza. Perché mi pare scontato che chiarezza si debba fare. Attendo risposte a questo mio appello. Io comunque sono deciso a farlo...».
Lei ritiene che il «caso argentino» non sia isolato, insomma... Che i trucchi siano stati molti di più...
«Non è che lo penso. Ne sono sicuro. Glielo spiego: quando si sono aperte le schede coi voti degli italiani all’estero, io ero là. Seggio 32 o 34, adesso non ricordo bene... Sa che accadde? Che lo stesso presidente di seggio riconobbe che il nome di un candidato era stato scritto su almeno 50 schede con la stessa i-den-ti-ca calligrafia!!! Capisce? Qualcuno si era impadronito di un pacco di schede e le aveva vergate tutte per uno stesso candidato!».
Scusi, ma lei non l’ha denunciata questa anomalia?
«Le ho detto: lo stesso presidente di seggio era allibito. E non è tutto».
Cos’altro, allora?
«Gente che voleva votare e non ha potuto perché mai le sono arrivate a casa le buste. Andavano al consolato e quelli dicevano che avevano spedito il tutto all’indirizzo e che non potevano più farci nulla...».
...non potevano più votare.
«Esatto! Ma lo sa che in Germania c’era chi si appostava in attesa dei postini? Le buste - formato A3 - non entravano nelle buche delle lettere. E c’era chi ne faceva incetta. E ancora non le ho detto quella che mi è parsa la cosa più vergognosa».
Sarebbe?
«I patronati sindacali! C’è gente che mi è venuta a dire di aver dovuto consegnare la propria busta a quegli organismi altrimenti le proprie pratiche sarebbero rimaste ferme. Capisce?! I patronati sindacali: che, è chiaro, facevano incetta di schede per votare a sinistra!».
E dunque a questo punto?
«Bloccare tutto. Rifare i conteggi. Verificare scheda per scheda annullandole se, come nel caso che ho potuto constatare, è palese l’imbroglio con un nome scritto decine e decine di volta dalla stessa mano. E autosospensione di deputati e senatori eletti all’estero. Abbiamo tutti noi detto in campagna elettorale che il nostro unico interesse era aiutare i nostri connazionali all’estero? E allora cerchiamo almeno di essere dignitosi: autosospendiamoci da presenze e voto in Parlamento finché questo orribile pasticcio non verrà dipanato».
Ci va giù duro, eh?
«Ne faccio una questione di coscienza. Guardi: io sono juventino e non l’ho mai nascosto, ma le dico che dopo la lettura delle intercettazioni di Moggi ci meritiamo la C! La C ha capito? Non la B. E dunque allo stesso modo credo che non si possa offrire uno spettacolo di questo genere ai nostri connazionali. Io credo che se ognuno dei 18 ha un minimo di dignità dovrebbe rispondermi affermativamente».
Lo spero. E lei?
«Io la proposta la lancio».
E una volta risolto il problema non sarà il caso di cambiare il sistema di voto?
«Senza dubbio. Chi vuole votare, per me, dovrebbe andare in ambasciate e consolati, come fanno tutti gli altri».