L’emergenza rifiuti la piaga da curare

L’emergenza rifiuti in Campania è il primo nodo da sciogliere nell’agenda del neonato governo Berlusconi. Questo dà la misura di quanto sia arduo il compito che aspetta Stefania Prestigiacomo nel nuovo ruolo di ministro dell’Ambiente. Una nota a sua favore c’è: impossibile far peggio di chi l’ha preceduta, Alfonso Pecoraro Scanio. La sua nomina è stata subito accolta con favore da Legambiente che la ritiene «una buona scelta, un politico competente con una positiva sensibilità ambientale». Il presidente nazionale, Vittorio Cogliati Dezza, ricorda che la Prestigiacomo è fra i parlamentari che hanno firmato il Patto per l’Ambiente messo a punto dall’associazione. Un patto che ha fra gli obiettivi l’innovazione energetica, la necessità di rendere più convenienti la raccolta differenziata e il riciclo rispetto alle altre forme di smaltimento. Nodo cruciale quello sul no al nucleare: unico punto che la Prestigiacomo si rifiutò di sottoscrivere quando ancora non sapeva che avrebbe avuto un ruolo chiave in questo campo. Una scelta ovvia visto che nel programma del Popolo delle libertà uno dei punti qualificanti è proprio la ripresa del nucleare, cominciando dalla partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione. Il ministero si dedicherà con grande attenzione al potenziamento delle fonti rinnovabili: solare, geotermico, eolico, le biomasse. Nel programma si prevede pure la realizzazione dei rigassificatori già autorizzati, la diversificazione del funzionamento degli impianti elettrici ad olio combustibile attraverso il ricorso al carbone pulito. E ancora recupero, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e tutela del paesaggio attraverso la demolizione degli ecomostri e il risanamento degli scempi arrecati al paesaggio italiano. Prevista pure l’introduzione della destinazione di un «5 per mille» all’ambiente.