L’energia guida Piazza Affari

Europa piatta, Londra è l’eccezione

La corsa del petrolio, che ha segnato un nuovo record a 100,09 dollari al barile al mercato di New York, si è tradotta in una seduta nervosa a Piazza Affari, con chiusura poco sopra la parità, favorita dalla ripresa di Wall Street. I titoli delle società energetiche hanno registrato rialzi che hanno bilanciato le perdite sofferte dal resto del listino, in particolare dai ciclici. In chiusura, l’indice S&P/Mib ha guadagnato lo 0,07%, il Mibtel ha perso lo 0,10% e l’AllStars ha lasciato sul terreno lo 0,76%. Gli scambi sono stati di circa 3,6 miliardi di euro.
Non si arresta la corsa di Terna (+4,57%): premiate anche Enel, (+1,49%) Snam Rete Gas (+2%), Eni (+1,6%) e Saipem, che ha terminato in rialzo del 3,32%. In controtendenza, rispetto alle utility, A2A, in flessione dell’1,43%, dopo la notizia di un esposto di piccoli azionisti e Federconsumatori che metterebbe in discussione la validità della fusione tra Aem Milano e Asm Brescia. Continuano a soffrire i titoli ciclici, in particolare quelli del settore costruzioni: Buzzi Unicem ha lasciato sul terreno il 2,49 per cento.
Le borse europee hanno chiuso tutte sotto la parità, tranne Londra, ma hanno recuperato parte delle perdite iniziali, grazie all’andamento positivo di Wall Street. L’indice paneuropeo Ftseurofirst 300 ha registrato una flessione dello 0,2%. Il Dax 30 di Francoforte ha lasciato sul terreno lo 0,4%, il Cac 40 di Parigi ha ceduto lo 0,08% e lo Smi di Zurigo ha perso l’1,95% a quota 8.318,82. In controtendenza, infine, Londra dove l’indice Ftse 100 ha registrato un aumento dello 0,98%.