L’Eni tiene a galla Piazza Affari

Bancari deboli in tutta Europa

Giornata nervosa per il listino milanese che ha più volte invertito la rotta, mantenendo un andamento sempre più o meno in linea a quello europeo. A limitare le perdite a Piazza Affari sono stati comunque i rialzi dei titoli petroliferi, mentre sono scivolati di molto i bancari, le materie prime e gli industriali. Il Mibtel ha chiuso in calo dello 0,19% a 24.588 punti e lo S&P/Mib dello 0,10% a 31.721 punti. Il rialzo di quasi due punti percentuali dell’Eni (più 1,98% a 25,7 euro) ha arginato le perdite del mercato: a beneficiare della spinta del petrolio è stata anche la controllata del Cane a sei zampe, Saipem (più 2,6% a 29,46 euro), miglior titolo della giornata al fianco di Snam Rete Gas (più 2,19% a 4,34 euro) e Terna (più 1,53% a 2,98 euro). In ascesa anche A2A (più 1% a 2,53 euro) ed Enel (più 0,49% a 7,11 euro). A più velocità la triade prossima al matrimonio, Hera (meno 1,61% a 2,75 euro), Iride (meno 0,18% a 2,17 euro) ed Enia (più 1,11% a 9 euro), dopo la nomina degli advisor. Pioggia di vendite sui bancari, che risentono dell’effetto Lehman Brothers: a Piazza Affari a farne le spese sono state il Banco Popolare (meno 3,2% a 11,54 euro) e la collegata Banca Italease (meno 4% a 6,91 euro). Deboli anche UniCredit (meno 1% a 4,11 euro) e Intesa Sanpaolo (meno 0,46% a 3,9 euro), peggio Mediobanca (meno 3,4% a 11,09 euro). Tra i titoli dei listini europei, Ubs ha chiuso in calo del 3,3% dopo essere stato temporaneamente sospeso sulla piazza svizzera. In forte flessione anche Hbos (meno 7,2%), Société Générale (meno 2%) e Royal Bank of Scotland (meno 4,79%). Il Cac40 ha chiuso in rialzo dello 0,07%, il Dax dello 0,15%, mentre il Ftse100 ha perso lo 0,49%.