L’enigma Buscemi fa litigare il Pdl: "Mi candido a Milano"

Dietro il tentativo di farlo correre a Varese l’appoggio del sindaco a Gallera e Palmeri

Al tavolo delle candidature spunta il convitato che non t’aspetti. È Letizia Moratti che, appena infilata in borsetta la tessera del Pdl, fa già capire che il suo non sarà certo un ruolo da semplice testimonial. Una novità che ha costretto i colonnelli a rimescolare tutte le carte, con le liste diventate una vera tela di Penelope. Da disfare dopo il deciso intervento del sindaco, al vertice di lunedì, a favore dei candidati targati Palazzo Marino: il capogruppo pdl Giulio Gallera, il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri e Armando Vagliati impegnati a far passare il nuovo Piano di governo del territorio che il sindaco vuole assolutamente varare prima dello scadere del suo mandato. Un aiuto ai «comunali», a cui si aggiungerà quello a favore di Alberto Bonetti Baroggi nel listino bloccato, che ha convinto il coordinamento regionale (Guido Podestà e Massimo Corsaro in testa) che, con un voto all’unanimità, lunedì ha deciso di ricollocare nel collegio di Varese Massimo Buscemi. L’assessore regionale che del resto proprio a Varese ha corso alle ultime elezioni, ma è già lanciato a Milano in una ricca campagna elettorale. Questa la decisione dell’altro giorno. Ma le resistenze di Buscemi, che di correre a Varese dove incontrerebbe l’assessore ciellino doc Raffele Cattaneo non ne vuol sapere, potrebbero capovolgere la decisione. Soprattutto perché Formigoni è disposto a sottostare alla disciplina di partito, ma altrettanto deciso nel difendere la sua squadra. Ieri una telefonata del governatore ha rassicurato Buscemi sul fatto che il suo collegio sarà Milano. Con Gallera, Palmeri e Vagliati chiamati a giocarsela a suon di preferenze. Venerdì nuovo incontro del coordinamento regionale. Di sicuro se la giocherà Antonella Maiolo dopo il tramonto della prospettiva di un ruolo come difensore civico. Al momento, a parte i soliti nomi che girano per un posto nel listino bloccato, sarebbe l’unica donna a correre.
E a Monza? «Sono scoppiate le guerre puniche», perché i posti sono meno dei candidati. Ce la farà l’ex sindaco di Limbiate Antonio Romeo che porta in dote un bel pacchetto di voti e l’appoggio di Mimmo Pisani. E poi Franco Giordano, legato a Paolo Romani, l’assessore Massimo Ponzoni, il cardiologo ciellino Stefano Carugo e la commercialista Lucia Arizzi di area ex An. Tagliato, «salvo rettifiche nazionali», Guido Della Frera l’imprenditore e presidente di Brianza futura che vuol tornare a far politica. Ma su Facebook è partita ieri una campagna di fax e di mail per ripescarlo. A Como correranno Giorgio Pozzi, uno dei fondatori di Fi nel 1993 e Gianluca Rinaldin. Un duello che cinque anni fa vide vincente Rinaldin con appena duecento voti su oltre 10mila preferenze. A Cremona in lista Gianni Rossoni, vicepresidente della Regione e assessore all’Istruzione e l’ex An Chiara Cappelletti. A Sondrio non ce la fa l’uscente Giovanni Bordoni. A Lodi la spunta Monica Guarischi, sorella di Massimo, sponsorizzata dall’area ex socialista e dal sottosegretario Stefania Craxi. A Pavia scoppia il caso Gian Carlo Abelli. Per Formigoni il suo ritorno in Lombardia sarebbe una retrocessione. Mentre a lui non dispiacerebbe tornare a far l’assessore in Regione. «Se me lo chiede la mia gente non posso dire di no», le sue parole dopo l’appuntamento di un paio di settimane fa a Pavia con elettori, imprenditori e società civile che dopo la sua partenza per Montecitorio non si sentono più adeguatamente rappresentati al Pirellone.