L’enigma Montezemolo agita il sonno dei due Poli

Il presidente degli industriali denuncia gli sprechi del Palazzo e non nasconde ambizioni politiche. Fini: «Chi vuole servire il Paese è benvenuto, bisogna vedere se avrà la fiducia degli elettori»

da Roma

Se Rifondazione comunista è preoccupata per un’eventuale «discesa in campo» di Luca Cordero di Montezemolo, nella manciata di minuti con cui ha chiuso l’assemblea «privata» il presidente di Confindustria non ha offerto alcuno spunto polemico agli uomini (e le donne) di Bertinotti. Ed a quanti temono o demonizzano una soluzione del genere.
Certo, ha ricordato che il «clima politico non è favorevole alle imprese», e che le aziende «sono state lasciate sole» a competere sui mercati: ma si tratta di princìpi che Montezemolo ripete da tempo. Davanti a un migliaio di imprenditori ha denunciato che il Paese soffre tre emergenze: fisco, energia, relazioni industriali. Ma si tratta di altrettanti «cavalli di battaglia» delle relazioni di Montezemolo.
A sorpresa, però, Montezemolo ha osservato: «Se in questi giorni un extraterrestre scendesse in Italia resterebbe sgomento. Nelle prime due pagine dei principali quotidiani scoprirebbe che c’è un ministro dell’Interno, Giuliano Amato, che denuncia la carenza di risorse a disposizione. Bisogna tagliare gli sprechi ed abbassare il debito: unica strada per ridurre le tasse su imprese e cittadini».
Altro argomento che troverà spazio (ed eventuali «letture politiche») nella Relazione che oggi Montezemolo illustrerà all’assemblea generale (sono attesi anche 14 ministri), il ruolo degli enti locali. «Fanno concorrenza alle aziende private con soldi pubblici. L’attuale federalismo rappresenta una moltiplicazione di costi per le aziende». E su questa scia è probabile che il presidente della Confindustria ricordi come la politica rappresenti la principale industria del Paese.
Quindi, una necessità che verrà segnalata sarà la riduzione dei costi della politica. Argomento sul quale (al di là dei sondaggi) è difficile che Montezemolo trovi oppositori. Fino al punto che Cesare Salvi ha invitato Prodi a ridurre a 15 il numero dei ministri del governo: «Noi siamo pronti a sacrificare Mussi», ha osservato l’esponente della Sinistra democratica. Ed a Salvi ha risposto Santagata: entro il 16 giugno il Consiglio dei ministri affronterà il tema della riduzione dei costi della politica.
Benché Montezemolo nella relazione all’assemblea privata di Confindustria non abbia anticipato una sua intenzione di «scendere in campo» (non è escluso che il messaggio possa comunque partire oggi nell’ultima relazione da presidente degli industriali), il pianeta politico si interroga sulle strategie ed ambizioni di LCdM. Secondo indiscrezioni, Pierferdinando Casini vede Montezemolo come «una risorsa del Paese». Ed a marzo l’ex presidente della Camera aveva detto: «Un uomo politico serio non si deve sentire insidiato dal fatto che personalità della società civile possano entrare in politica. Anzi, deve sollecitarle, perché abbiamo bisogno delle potenzialità di tutti».
Anche Gianfranco Fini è più o meno della stessa idea: «Tutti quelli che vogliono assumere responsabilità politiche sono i benvenuti. La politica non è un circolo chiuso». Poi, il leader di An ha aggiunto: «Se Montezemolo ritiene di poter servire il Paese con un ruolo politico, bisognerà vedere se gli elettori gli daranno fiducia. Perché di persone che vogliono fare politica ne conosco tante, mentre di gente che rimane impegnata nel corso degli anni, ce n’è di meno».
Maurizio Sacconi, senatore di Forza Italia, osserva: «È auspicabile che Montezemolo rappresenti nella sua relazione le buone ragioni delle impresa, e non si unisca al coro stonato dell’antipolitica».