L’enigmista che vede il futuro: «Un cruciverba e ti dirò chi sei»

Ventidue verticale, cinque lettere. C’è una «r». Quante volte nello spremere le meningi intorno a un termine delle parole crociate abbiamo esclamato: «Indovina»! Un omone alto due metri meno quattro centimetri, nato a Reggio Emilia il primo agosto 1966, ha tradotto questo verbo realmente. Big Bonvi è l’indovino delle cose che entra nel gioco di vocali e consonanti che si intersecano: lui ha creato la «crucimanzia», l’arte divinatoria esplicata attraverso un cruciverba, in grado di predire il futuro di una persona iniziando dalle sue parole-chiave. Nome e cognome, città di nascita e professione.
Ora, compiliamo la storia dal principio. Big Bonvi inizia come dj e viene nominato da Renzo Arbore il campione italiano della sua professione. Diventa anche il dj più amato dalle donne ma, poiché si annoia, nelle pause della sua vita fa le parole crociate. «Una notte sogno mio padre - racconta -. Mi si presenta insieme con Bartezzaghi, un celebre enigmistica morto una ventina d’anni fa. Sono uno scettico. Non credo negli oroscopi, anche se riconosco che i segni zodiacali infondono determinate caratteristiche nelle persone. Continuo a chiedermi per mesi il significato di quel sogno, mentre una vocina dentro mi sussurra di creare schemi di cruciverba».
Per tanto tempo non ascolta la vocina, finché una notte che è «incazz... nero», butta giù il primo schema. Nasce da lì la collaborazione con importanti testate: una pagina su «Oggi», su «Visto» e «Rolling Stone». Gli schemi più duri su «Domenica Quiz» e adesso una prossima partenza su «Chi» e «Sorrisi & Canzoni». «Una volta impiegavo anche venti ore per elaborare un cruciverba. Ora ne bastano cinque. E nel frattempo scatta il secondo sogno. Vedo mia madre che legge un oroscopo su “Grand Hotel“, mentre mio padre e Bartezzaghi giocano a carte». Di nuovo una vocina che dà un’indicazione: parole, croce e futuro. Di nuovo non ascolta, oppure ascolta, ma Big Bovi non sa come tradurre in pratica ciò che sente.
«Una sera vado al luna park della fiera del lambrusco a Modena. Mi trovo davanti a uno di quei baracconi che hanno tante bocce di vetro e tu devi tirarci dentro la pallina. In palio c’è un coniglietto nero nano, che poi scoprii essere una coniglietta. Alcuni ragazzini mi chiedono di prenderlo e il Robin Hood, che alberga in me, si fa vivo. Allungo il mio lungo braccio, mentre la zingara non mi vede, e infilo la biglia». Vince Abramo Neri, questo il nome del coniglio, ma intanto i ragazzini sono corsi altrove, così infila il suo Abramo nel taschino del giubbotto da aviatore. Una volta a casa ripensa a quel connubio: parole, croce e futuro. Scruta il suo coniglietto, afferra uno schema e butta nero su bianco tre parole chiave: Abramo Neri, Modena, Coniglio.
«Sono preso come da una sorta di dormiveglia in cui mi appaiono termini che vanno a comporre la vita di quell’esserino. Fu lì che capii. Mettendo in croce i frutti del vocabolario si può fare il ritratto di qualcuno e che cosa avverrà di lui domani». Nasce così la «crucimanzia», termine creato da Big Bonvi, che si affretta anche all’ufficio brevetti per stabilirne la paternità. Invece è il successo a dargliela. Al Maurizio Costanzo Show, da Barbara D’Urso; e altre importanti apparizioni televisive lo eleggono l’unico «crucimante» al mondo. Personaggi famosi, il suo meccanico, i suoi gatti, di cui il più amato è Berry White, lo stimolano a continuare.
«Ora non c’è notte in cui non elabori uno schema di “crucimantica“ per una persona -racconta- Gli interessati sono spesso sbalorditi dalla semplicità e dalla veridicità delle definizioni che appaiono negli schemi, e di quanto ritraggono la personalità del soggetto e di alcune mete che si realizzeranno negli anni a venire». Spesso riceve conferme di quanto ha scritto. Magari di Emilio Rossi, nato a Rovigo, chirurgo. Intorno a quei tre semi messi al centro del cruciverba, Big Bonvi segna per ispirazione: longevo, trapianti, piede. Tutti i quadretti si riempiono di termini, a poco a poco, che raccontano le prossime aurore di quel primo chirurgo che trapienterà un piede. Ma può scrivere anche Silvio Berlusconi. O il tuo nome.