L’entusiasmo della carovana dei liguri

Il lungo viaggio sui pullman di Forza Italia, An e Lega Nord per partecipare alla manifestazione

Maria Vittoria Cascino

da Roma

Sul pullman per Roma viaggia la Liguria tutta «Contro il Governo delle tasse». Forza Italia, Lega Nord, Alleanza Nazionale. I simboli per aiutare, e il popolo a salire. Accetti il passaggio, che è un viaggio tra politici e società civile. Stesso sedile stretto dove incastrarsi per sei ore di andata e sei di ritorno. L'imbarazzo di chi non si conosce e il viaggio che non è la gita con gli amici di sempre. Ma l’obiettivo è chiaro: la maggioranza silenziosa va a prendersi la piazza. Che in teoria non sarebbe nelle sue corde. Il viaggio esorcizza la paura e gioca al rilancio. Sei sul pullman di Raffaella Della Bianca, consigliere comunale Fi di Genova, con Beppe Costa e Guido Grillo, suoi colleghi nella Sala rossa di Tursi. Lavoraccio mettere in moto la macchina. Da Genova partenza alle 7 e mezza, da Imperia all'una di notte, «non volevano arrivare in ritardo» sorride Raffaella che ti racconta della mole di lavoro fatta dal Coordinamento cittadino per raccogliere le adesioni e distribuire le presenze. Signore abituate a ben altri salotti e professionisti affermati sistemano le bandiere. Strano effetto, che stavolta non è il «Che» a sventolare dai finestrini. Il ghiaccio è rotto. Cristina Cremese, Azzurro Donna, si è tirata dietro una decina di amiche: «Due settimane senza tregua. Abbiamo lavorato a tempo pieno sino alle 22, telefono bollente e adrenalina alle stelle. Siamo ragazzine con il tricolore al collo». «Sconvolgente vedere partire 8 pullman di genovesi - butta lì Rosa De Luca, comitato cittadino della Foce -. Lo spirito è alto, c'è voglia di far sentire la forza dell’opposizione». Per Gianni è un dovere morale andare a Roma. Nessuna carica politica, «sono solo un cittadino arrabbiato e ormai oltre il mugugno». Ascolti Romano, Domenico e Giorgio scambiarsi spaccati di quotidianità. Il «perché Roma» nasce anche da lì. Chiara è una ricercatrice universitaria che fa l'agente di commercio: «Molti dei miei amici stanno dall'altra parte». Lo dice con l'orgoglio di chi ha aperto gli occhi e ha visto.
La prima sosta a Castagnolo Ovest, Pisa. I pullman si fermano. L'autogrill si intasa. Bandiere. La focaccia consumata in fretta e l'abbraccio veloce con gli altri. Vincenzo e Laura, giovanissimi, «è importante far sentire la nostra voce. Oggi è stato un richiamo fortissimo». Più in là due studenti del Cassini, hanno saltato la lezione. Un po’ d’imbarazzo, uno scambio di sguardi e la consapevolezza di una scelta importante. Umori. Che sanno di festa. Diversa. Di corsa sul pullman. Arriva la telefonata del «metropolitano» genovese Roberto Cassinelli, avanti in auto con il consigliere regionale Matteo Rosso per accompagnare alcuni anziani. «L'effetto pullman incolonnati è una visione spettacolare. Da lì non potete rendervene conto», commenta. C'è anche il coordinatore regionale Michele Scandroglio, stretto nel sedile. Ha rinunciato come altri al braccialetto che consentiva l'accesso nella tribuna esclusiva. «Col popolo». Applausi. Gabriella Mondello è sul pullman che raccoglie Lavagna e Sestri Levante: «Un’emozione profondissima, a bordo abbiamo il nuovo coordinatore cittadino di Lavagna, Alberto Vaccarezza, 24 anni, e il coordinatore di Sestri Graziano Stagni. Ma ci sono tante persone nuove che sono salite spontaneamente. E' l'unità di tre forze. La Lega è un grande movimento di popolo che ha interpretato le istanze del mondo lavorativo». Difatti: avanzano in parallelo sei pullman del Carroccio, 300 leghisti «ispirati» da Francesco Bruzzone e Bruno Ferraccioli. Intanto i cellulari squillano. Si cercano. «Dove siete?». Il convoglio del senatore Luigi Grillo è partito dalla Spezia alle 7 e 30 in punto. Sono in 55. Consiglieri comunali e semplici cittadini. «Mi stanno interrogando sulla Finanziaria - scherza il senatore -, ne approfittiamo per scambiarci opinioni...». Gli interlocutori sono Giancarlo Barberis e Brunella Maietta. E tanti giovani, una ventina almeno, tutti sotto i 30. Parlano dell'omaggio dalle Cinque terre per Silvio Berlusconi e Cesare Previti: «Tre bottiglie di Sciacchetrà». La signora Novaro, discendente di quel Michele dell'inno di Mameli, intona strofette satiriche sul governo Prodi. Barzellette e slogan. Al cellulare Giovanni Boitano, coordinatore provinciale. L'eco nell'audio è la festa del gruppo della Fontanabuona. Poi la conta degli altri: «Abbiamo pullman da Busalla, Arenzano, Rapallo, Chiavari. Abbiamo persino sei tesserati dell'Udc di Cogoleto. Un moto di popolo. Rintracci Enrico Nan all'aeroporto di Milano con Alfredo Biondi. «Ci hanno dirottato qui dopo l'incidente a Genova. Ci imbarchiamo adesso». Le voci tradiscono l'emozione,la stessa che leggi nelle stesse inflessioni. Dalla provincia di Savona 5 pullman più due dalla Val Bormida e Asti. Ci sono i sindaci di Alassio e Loano. Non manca Franco Orsi, consigliere regionale. Pronto per la piazza. Si sono persi un’anziana all'autogrill. «Lei telefonava ma non siamo riusciti a metterci in contatto. È salita su un pullman di An». Chissà se viaggia con i «vertici», Gianni Plinio e Alfio Barbagallo. Si verrà a sapere invece che una pattuglia delle polizia ha recuperata e l'ha riportata agli azzurri.
Gli imperiesi si sono messi in viaggio all'una. «Eravamo a Roma alle 11 - racconta l'onorevole Gabriele Boscetto -. Abbiamo pranzato in un ristorante. Il titolare ci ha prestato un antico campanaccio che usavano in campagna per allontanare i lupi. Oggi, per protestare contro Prodi e i suoi lupi. Fatevi sentire, ci ha detto, sono con voi». Una forza che cresce. Il flusso non si arresta. All’Eur i pullman, il popolo che guadagna la metropolitana. Gente varia nel modo di proporsi. Nel concepire l’attesa. Nel far «garrire» le bandiere. Stretti nel metrò. Signore fresche di permanente che non storcono il naso. Le guardi. «Per Silvio» ti dicono, neanche ti leggessero negli occhi. Ci sta tutto. Ci sta la stanchezza e quel corteo che non ha fine. Un brivido. Al Colosseo l’incontro dei liguri con la testa del corteo. A tenere lo striscione Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Roberto Formigoni e altri leader nazionali. L’altra faccia di una piazza discreta e potente e un’osmosi di forze che stordisce. Ore che non hanno peso e tante piccole storie da pullman per una grande avventura. «Dove i liguri, si sappia, hanno fatto la loro parte».