L’entusiasmo necessario per la riscossa dei moderati

È proprio vero. Non si è moderati solo per usare un tono di voce modesto, né per il fatto di essere incapaci di coraggio e profondo attaccamento ai propri irrinunciabili valori. Altrimenti avrebbe ragione Follini che, con tono tristemente moderato, ha abbandonato da un pezzo i propri alleati per perseguire una non meglio precisata politica della «discontinuità» che ottiene solo di favorire il successo degli avversari. Se dunque non è in questo, è opportuno dire in che cosa consiste lo spirito moderato, quello spirito al quale, in compagnia credo di un gran numero di italiani, io do la mia preferenza su quello rivoluzionario. Lo spirito moderato, in politica, consiste nel netto rifiuto dell'uso della violenza e di ogni pratica antidemocratica per il trionfo delle proprie idee: nel rifiuto di quei metodi, cioè, che sono invece l'appannaggio dei rivoluzionari di ogni specie e di ogni latitudine e tra i quali si contano non proprio pochi dei nostri avversari politici. Chiarito l'equivoco ognuno di noi, sostenitori dei valori del centrodestra, ritrovi o rinnovi l'indispensabile entusiasmo, l'impegno personale e lo spirito di lotta, a tutti i livelli, che consentiranno ai nostri valori un nuovo e risolutivo successo. Senza mai dimenticare che, molto spesso, la fretta, è cattiva consigliera.