L’epopea western di Elton

Davvero spudorato, pur se di confezione dignitosa, questoUninvited, un thriller ai confini del paranormale, gonfio di scene orripilanti, grazie alle mostruose visioni della protagonista, e di clamorosi buchi nella sceneggiatura. Siamo alle solite, quando sullo schermo irrompe un pazzo, anche a mezzo servizio, gli sceneggiatori vanno a nozze: qualsiasi assurdità può essere spacciata per buona.
La storia, diretta da due fratelli, che si firmano The Guard Brothers, si svolge nel Maine. L’ancor timorosa Anna (Emily Browning), dimessa da un ospedale psichiatrico, torna finalmente a casa. È passato un anno dalla morte della madre, arsa viva nella rimessa accanto al cottage, dove languiva nel suo letto di malata, forse terminale. L’accolgono il distratto papà romanziere Steven (David Straitharn), l’affettuosa sorella Alex (Arielle Kebbel) e la bionda Rachael (la vezzosa Elizabeth Banks, quasi clone di Sharon Stone), ex infermiera di mammà e ora nuova compagna del padre. Occhio, che qui scatta l’imbroglio portante del film: solo i più scaltri non cadranno nella trappola.
La ragazza, che porta sui polsi i segni del tentato suicidio, soffre di continui incubi, il più ricorrente una spaventosa zombie dai capelli rossi. Ma ancora più inquietante è la presenza dell’aspirante matrigna. A poco a poco le sorelline si convincono che l’arpia nasconda un terribile segreto. Nell’intrigo viene coinvolto anche un candido garzone di supermercato, testimone oculare del rogo, destinato a passare nel regno dei trapassati prima che possa aprir bocca.
La verità verrà a galla dopo una sfilza di (mezze) sorprese e altre terrificanti allucinazioni. Che irriteranno non poco anche lo spettatore meglio disposto, costretto a rifare la conta dei vivi e dei morti, data per scontata dopo la sfilata di tutti i protagonisti. Una truffa in piena regola, peccato che il tribunale di Hollywood non intervenga mai.