L’equipaggio dello Shuttle atterra al Leonardo Da Vinci

La squadra spaziale incontra Formigoni al museo. L’astronauta milanese Paolo Nespoli: «Esperia? Una missione storica, ma è bello tornare a casa»

L’equipaggio dello Space Shuttle, per un giorno, è sbarcato a Milano. Anche Paolo Nespoli, astronauta meneghino, insieme ai sette colleghi statunitensi, ha fatto parte della missione Esperia STS 120, ultima della nota navicella. «È un piacere tornare a casa e sentire parlare italiano e milanese - ha detto Nespoli davanti alla platea dell’auditorium del Museo della Scienza -. L’Esperia è stata una missione storica, soprattutto per quanto riguarda le donne. Oltre al nostro comandante, Pamela Melroy, anche quello della stazione spaziale era donna: ci stiamo evolvendo e ci stiamo aprendo».
La missione, partita il 23 ottobre e ritornata sulla terra il 7 novembre, ha raggiunto la stazione internazionale Iss dove l’equipaggio dello Space Shuttle ha effettuato controlli e riparazioni. E la componente di suspence, come in film di fantascienza, non è mancata».
«Uno dei pannelli solari della stazione - racconta Scott Parazynski, esperto di passeggiate spaziali -, si era strappato. Abbiamo dovuto raggiungerlo con dei bracci meccanici e poi ricucirlo stando attenti a non toccarlo, per non rimanere bruciati. Ci sono volute più di sette ore di lavoro». Durante le due settimane nello spazio Nespoli ha portato in orbita il Nodo 2, un modulo di interconnessione tra i diversi laboratori scientifici della stazione Iss, totalmente made in Italy. Il modulo infatti, è stato costruito e progettato in Italia da Thales Alenia Spaze nell’ambito di un accordo tra Nasa, Agenzia Spaziale Europea e Italiana.
Ma la vita dell’esploratore stellare non è solo pericolo e avventura, ogni tanto, anche lontano dalla terra, si fa festa. «Una sera abbiamo organizzato una cena tutta italiana racconta Nespoli - per variare un po’ rispetto al menù americano. I freoli ai peperoni e le praline e i cioccolatini al caffè sono andati a ruba. Purtroppo non siamo riusciti ad imbarcare dell’ottimo brasato».
Gli astronauti hanno raccontato molto delle loro avventure, ma hanno anche gettato uno sguardo più avanti, aprendo nuovi scenari nella conquista di mondi lontanissimi. «Ciò che possiamo fare - ha continuato la Melroy -, è ispirare le nuove generazioni. Siamo orgogliosi di quello che facciamo, ma fra una ventina d’anni l’uomo arriverà su Marte e noi saremo troppo vecchi, qualcuno fra gli studenti che sono qui forse parteciperà a questa entusiasmante missione. Il primo uomo che metterà un piede su Marte è già nato».
Dopo il bagno di folla al Museo della Scienza, l’equipaggio di Esperia ha incontrato il Presidente della Regione Roberto Formigoni. «Ringrazio l’Italia - ha commentato la Melroy -, ma soprattutto il capoluogo lombardo, per il supporto che ci hanno dato e auspico che la collaborazione possa proseguire perché sono convinta che la Lombardia giocherà un ruolo importante in questo ambito».
«La nostra regione - ha ricordato Formigoni -, nello spazio ci va spesso e volentieri perché ci sono tante industrie, a Milano, che lavorano a stretto contatto con l’agenzia spaziale europea e italiana».
Nel pomeriggio l’incontro con il Sindaco Moratti e la riconsegna dello stemma del Comune, portato nello spazio avvolto in una particolare busta di plastica. «Sono onorata - ha detto la Moratti-, di ricevere la missione Nasa, una missione importantissima. Grazie per averci fatto l’onore di essere a Milano, per un viaggio più terreno ma spero piacevole».