L’equivoco sul nome del ministro Gentiloni

L’Udc si smarca

ma resta democristiana
Ho provato un grande dispiacere sapendo che questa Udc si è smarcata, facendo «gongolare» questa incredibile, forsennata opposizione. Ora mi chiedo perché certi politici si osannano cambiando il nome al proprio partito e poi alla fine rimangono i soliti... democristiani.
Piero Corti e-mail
La nostalgia

della Balena Bianca
Credo che Casini non tornerà indietro. È perso per il centrodestra. Casini e Cesa vogliono la Balena bianca. In periferia sono iniziate le grandi manovre nell’ambito del centrosinistra. Forze moderate della Margherita, dell’Udeur, dell’Italia dei valori, stanno mettendo a punto una nuova alleanza di centro: il terzo polo. È tutto già stabilito. Si tratta di fare qualche messa a punto, ma la direzione pare essere quella. L’atto finale dovrà essere la saldatura fra moderati del centrodestra e del centrosinistra. È l’alternativa al partito democratico e rispettivamente al partito della libertà. È un progetto che non convince ma non è solo un semplice sogno.
Alfonso D’Auria e-mail
Tradimento

nobilitato
Ma perché mai Pierferdinando Casini ha elaborato la sua brillante e originale tesi politica della nobilitazione del tradimento soltanto ora, dopo essersi goduto tutti i benefici, nessuno escluso, che gli erano derivati dall’ufficio di presidente della Camera dei deputati, ufficio cui era approdato grazie ai voti di coloro con i quali ritiene non sia più possibile collaborare? Se n’è accorto soltanto ora? O, da buon democristiano, ha voluto godere sino all’ultimo giorno, dei privilegi che troppo magnanimamente gli abbiamo concesso?
Sandro Delmastro e-mail
Un regalo

al Professore
La vecchia Dc non cambia mai e non demorde. Abituata per troppi lustri a comandare servendosi ora della destra, ora della sinistra, oggi spera di affossare Berlusconi con la vecchia pratica dei due forni. Ma Casini, assai poco riconoscente per la carica di presidente della Camera, insegue ancora dei sogni ormai superati, dimostrando così ben poca correttezza nei confronti degli alleati. Ma dove lo porterà questa sua sfrenata ambizione di leader senza truppe? Ammiriamo sempre più la lunga pazienza del Cavaliere e disprezziamo questo sconsiderato regalo mediatico fatto gratuitamente a Prodi.
Leopoldo Ponzone - Genova
Stampella

del Governo
Mastella tenta Casini invitandolo a correre insieme alle prossime elezioni europee, per formare il «grande centro». Orbene, il centro Udc-Udeur raggiungerebbe il 9% dei votanti e anche meno, perché tanti elettori dell’Udc, fiutata la trappola, voterebbero gli altri partiti del centrodestra. Clemente vuole arruolare Casini nelle truppe di Prodi & C. Casini, però, nella sinistra-centro sarebbe solo una stampella, come Mastella, un gregario dei comunisti e loro succubi.
Lucio Di Nisio e-mail
Un errore

quel voto
Sono uno dei tanti delusi dal comportamento dell’onorevole Casini e dal suo partito. Come moltissime persone alle ultime elezioni ho dato il mio voto allo schieramento di destra scegliendo quale destinatario il partito Udc. Volevo dare un piccolo premio a un partito che negli anni mi era piaciuto nei comportamenti e nelle frasi quotidiane. Bene, questo partito cosa fa appena perse le elezioni? Taglia i ponti con la Casa delle libertà, una coalizione che lo ha fatto crescere, portandolo da partitino da 2% a partito vero. Tutto questo non è giusto soprattutto perché ora non abbiamo la possibilità di tornare presto al voto. Mi sembra un comportamento quanto meno scorretto, per usare un eufemismo.
Alessio Gabriele e-mail
A ognuno

la sua strada
Ha detto Casini: «Il Polo senza Udc? Vent’anni all’opposizione». Giusto, ma nel frattempo dove sarà l’Udc? Se non sarà all’opposizione anche Casini, meglio che se ne vada per la sua strada ora: in seguito acquisterebbe troppo potere contrattuale verso la Cdl.
Paolo Di Licheppo e-mail
Il leader

dei voltagabbana
Non è casuale che Casini, per fondare un nuovo partito, abbia cercato proprio Mastella. Follini non tarderà ad aggregarsi. In quanto al leader, sarebbe stato perfetto Giuda.
L’utopia

di un centro
Lo strappo di Casini è la fine di una gestazione partita oltre due anni fa con Follini e che, è bene ricordarlo, ha fatto perdere le elezioni al centrodestra. Quando questi democristiani cesseranno di credere nella possibile rinascita di un grande centro mediatore di non si capisce quali istanze, se neanche la Chiesa riesce più a dare unità di intenti a coloro che professano la stessa fede?
Adriano Ronchi - Vimercate (Milano)
Il culto

delle poltrone
Non capisco la passività dei partiti protagonisti della manifestazione di Roma. Non vi pare sia giunto il momento di mettere in crisi tutte le giunte locali a direzione Udc, a cominciare dalla Regione Siciliana? Basterebbe poco per mettere in crisi un partito che ha il «culto delle poltrone».
Antonio La Tella e-mail
Divorzio

dalla Cdl
E basta! Ancora una volta, l’Udc ha dimostrato di non essere più una parte della Casa delle libertà. Cesa ci spiega che bisogna prendere atto che in Italia ci sono due opposizioni. Benissimo. Allora, fuori dalla Cdl, non c’è bisogno di aspettare in continuazione gente che ha obiettivi diversi. Credo che sia meglio governare con gente fidata e che non aspetta sempre le idi di marzo.
Paolo Guarneri e-mail
Ballerini

col 5 per cento
Pier Ferdinando Casini ha detto che Forza Italia, anche col 30% dei consensi, da sola non andrebbe da nessuna parte. A mio modesto avviso ha volontariamente omesso di aggiungere, che al contrario in Italia ci sono partiti che hanno il 5% e vanno da tutte le parti.
Leonardo Corno e-mail
Paracadutista

senza paracadute
Dopo la manifestazione dell’Udc a Palermo, tutti i mezzi di comunicazione si sono fermati alla prima stazione dimenticando di dire che Pierferdinando Casini è finito in un vicolo cieco. In queste ore, intere sezioni del suo partito lo stanno abbandonando e l’Udc fuori dalla Casa delle libertà farà la fine del partito di Marco Follini. Purtroppo, Casini s’è lasciato abbindolare dalle lusinghe dei cattocomunisti a cominciare da Clemente Mastella che, poi, l’hanno lasciato in mezzo al guado. È stato troppo frettoloso e in pochi giorni s’è giocato grossa parte del partito. Mi sembra un paracadutista che s’è lanciato dall’aereo senza paracadute.
Giancarlo Testi e-mail
Da simpatizzante

ad avversario
Ma Casini cosa sta combinando? Fino alla settimana scorsa ero un suo simpatizzante e cosi parecchi amici ma dopo quello che sta combinando: basta Udc! E viva Berlusconi! Casini non può trascinare i suoi elettori da una parte all’altra del Parlamento. Parecchi suoi elettori non voteranno più per lui.
Attilio Maggese e-mail
Terzo polo

impossibile
La secessione dello scismatico Casini pare a questo punto irreversibile, se l’Udc lo dovesse seguire, anche a livello di base. Io, come cittadino laico di radice cattolica, abbandono Casini e resto nella Cdl con riserva di ulteriore riflessione. Che Casini vada pure in bocca a Mastella e al suo concittadino Prodi e agli altri. Ma pare difficile possa mettere in piedi a breve una Balena bianca capace di prendere il potere in Italia come terzo polo, anche perché parte da un tradimento che agli italiani, sono certo, non piacerà.
Lettera firmata e-mail
Un vero e proprio

suicidio politico
Sono allibito: abbiamo di nuovo la Balena bianca. Ieri hanno regalato il Paese ai comunisti e adesso lo fanno di nuovo. Sono definitivamente dei masochisti. Gli elettori vogliono un’opposizione forte e loro cosa fanno? Spaccano tutto. Questo è tradire gli elettori. Questo è un suicidio politico.
Guido Barbanti e-mail
Giovanardi

alla segreteria
Come laico a forti radici cattoliche, a questo punto la mia speranza è che al prossimo congresso dell’Udc il signor Casini venga messo in minoranza e che il partito sia preso in mano da Giovanardi. Le vicende degli uomini sono assai più labili di quelle delle istituzioni. Ciò che resta sono i principi, i valori. E passerà anche Casini e la sua idea fuori del tempo di un Udc, ago della bilancia alla Craxi, magari federato con Udeur, Margherita e Italia dei valori etc. Avrebbe fatto meglio a battersi all’interno della Cdl per i suoi valori più accentuatamente cristiani e sociali.
Alfonso D’Auria e-mail
Italiani stanchi

dei partitini
Credo che gli italiani siano stanchi dei Casini e dei Mastella. Il Paese è schiavo di questi partitini politici che pensano solo al potere.
Lettera firmata e-mail
Il delfino del Cavaliere

è Gianfranco Fini
L’arrocco suicida a Palermo poteva ancora ancora passare, ma con le ultime dichiarazioni, Casini l’ha fatta proprio troppo grossa. Il presidente Buttiglione ha finalmente spiattellato la verità: Casini a Roma, non ci poteva proprio andare! Perché avrebbe toccato con mano che il delfino già nel cuore del popolo della libertà è Gianfranco Fini. Quel che Casini ha evidenziato è che, a differenza dei tre uomini sul palco cui persino un popolo di centrosinistra riconoscerebbe la vera passione politica, quel che lui vuole è solo una poltrona più grossa.
Gabriella Massilia e-mail