L’era glaciale secondo i Subsonica

La glaciazione elettronica. Il nuovo album dei Subsonica, L'eclissi, è un ritorno deciso alle sonorità cupe ed elettroniche del digitale. Sonorità che si erano perse nei dischi più recenti, soppiantate da arrangiamenti orientati al rock e all’analogico. La band torinese presenterà il nuovo lavoro venerdì, al Palalottomatica. E si annuncia un concerto ad alto voltaggio. Impossibile resistere al groove che si sprigiona dalle nuove canzoni. Un album fluido, ritmicamente avvolgente. Suoni curati nei minimi particolari e vibrazioni scure e potenti. Il tutto, naturalmente, legato al quotidiano e alla volontà di trattare argomenti estremamente attuali. Se Canenero affronta il dramma della violenza sui minori, Piombo è dedicata allo scrittore Roberto Saviano, autore di Gomorra. Ali scure racconta la guerra dal basso, dalla prospettiva di chi vede le bombe piombare sulla sua testa, Alta voracità si concentra sul futuro inquietante che sembra attenderci: «tronisti, veline e cervelli spiaccicati sullo schermo - spiegano gli stessi Subsonica - come insetti sul parabrezza, come se il mondo esistesse per davvero solo in una trasmissione televisiva».
E se si eccettua il ritmo liquido e reggae di Alibi, che è la decima traccia, il disco non lascia respiro. Brani trascinanti, vorticosi e ipnotici, che lasciano trasparire un mood arrabbiato, una gran voglia di urlare quanto funzioni male il mondo. Un grido d’allarme, una luce stroboscopica puntata contro chi si sta addormentando, intorpidito dalla inarrestabile decadenza culturale e morale della società di questo inizio di secolo. «Un’epoca che smette di percepire il futuro, rifugiandosi nell’iper-accessoriato presente - l’opinione dei Subsonica - è un’epoca esposta, inevitabilmente, alla tirannia della mediocrità».