L’era hi-tech Rassegnatevi gente, il futuro è inevitabile

di Marco Lombardo

Io, ad esempio, la mattina presto accendo l’iPad per sfogliare i giornali, anzi per sfiorarli. E lo dico con la certezza che i tablet sono il nostro futuro, inteso per tutti ma pure per noi che facciamo questo mestiere.
La Atlantic, per esempio, due anni fa fece il grande annuncio: ovvero che una delle più grandi major discografiche americane era arrivata a vendere più file digitali che cd, praticamente una cosa da film solo una decina d’anni prima.
Amazon, oggi, fa il grande passo. Anzi lo farà domani annunciandolo ufficialmente, ma in giro c’è già la pubblicità che dice che non è il «solito pacco», invece sarà un regalo di Natale che cambierà le nostre abitudini.
Insomma, se pure il sito numero uno di vendita on-line di libri si lancia sul mercato sottostante (come cantavano una volta Cochi e Renato, alzi la mano chi si ricorda), vuole dire che anche l’Italia è pronta per un futuro che finora abbiamo solo assaggiato. In tasca abbiamo solo smartphone, alle orecchie quasi tutti un iPod o i suoi fratelli, tra iPad, Kindle e Galaxy vari il 2011 sarà l’anno del contatto definitivo con una realtà a cui non possiamo più scampare. E la domanda è: chi resisterà? Ma soprattutto: perché resistere?
Certo, le abitudini cambiano e pure in fretta, se pensiamo che il progresso tecnologico di questi ultimi 20 anni ha corso con lo stesso passo dei precedenti 150. E, ovviamente, sfogliare un libro, un giornale, andare in biblioteca resta un piacere che un domani può diventare una moda di ritorno. Così com’è adesso ascoltare un disco in vinile. Però chi non si ricicla è perduto e dobbiamo renderci conto che se oggi in casa dobbiamo preoccuparci di avere una libreria, da domani Amazon - che comunque per ora i libri «veri» continuerà a venderli - ci insegnerà ad arredare diversamente le nostre vite. Che tutto ciò sia meglio o peggio non è il vero problema. È praticamente inevitabile.