L’Erede di Montanelli e l’inutile polemica sul Papa bestseller

Fin troppi giornalisti si sono autoproclamati eredi di Montanelli. Purtroppo, professionalmente parlando, Indro di eredi non ne ha lasciati. Biologicamente parlando invece, ritorna ogni tanto a galla la vecchia storia di un figlio naturale, voce che ormai è stata catalogata tra le leggende metropolitane. Allora, chi sarà mai l’«Erede Montanelli», con la «E» maiuscola? Se lo saranno chiesto i lettori dell’inserto culturale del Sole-24Ore che domenica ha pubblicato un articolo di Indro Montanelli su Milano città delle virtù perdute. Lo scritto, come si legge, è proposto ai lettori del Domenicale «per gentile concessione dell’Erede Montanelli». Una formula curiosa, dietro la quale si cela, crediamo, la nipote, unica erede legittima del grande maestro del giornalismo. Non era più semplice usare la consueta formula «per concessione degli eredi»? O «per concessione della famiglia»? Se invece c’è dell’altro, fatecelo sapere. Perché siamo sempre a caccia di succose leggende metropolitane.
PILLOLE DI CULTURA. Che libri e arte facessero bene all’anima è cosa risaputa. Ma che avessero anche proprietà terapeutiche è una novità. In Inghilterra stanno sperimentando un programma di biblioterapia rivolto a chi soffre di disturbi psichiatrici e sponsorizzato dal National Institute for Clinical Excellence. Lo scopo? Curare la depressione con una ricetta rivoluzionaria: la lettura. Le arti figurative sarebbero ancora più potenti, tanto da dare risultati incredibili nella cura dei malati di Alzheimer e degli anziani colpiti da demenza. Tre grandi musei americani, tra cui il MoMa di New York, stanno facendo un esperimento, mostrando ai pazienti tele dalle tinte forti, come La Danza di Matisse e Lo zingaro che dorme di Rousseau. Consigliamo l’importazione delle terapie anche in Italia: un Matisse al giorno leva il medico di torno. Già, ma chi glielo spiega al Ministro della Salute?
IL PAPA BESTSELLER. Stupisce che la Libreria Editrice Vaticana (editore dell’enciclica papale Deus caritas est) cada nella trappola e chieda con quali criteri vengono stilate le classifiche e il perché il volume del Papa, che pure ha venduto più di tutti i libri usciti nelle ultime due settimane, non risulti in testa alle top ten. Stupisce anche che i giornali riprendano la polemica. Perché è noto da sempre che l’editoria cattolica ha altri canali di distribuzione e che le rilevazioni delle vendite in quei canali non rientrano nelle normali classifiche «laiche». Altrimenti la Bibbia, il libro più letto e comprato di tutti i tempi, sarebbe sempre in testa, 52 settimane l’anno. Eppure nessuno ha mai protestato.
caterina.soffici@ilgiornale.it