L’eredità di Almirante

Egregio Lussana, in merito al caso Dssa mi consenta queste dichiarazioni. Era un po’ di tempo che in Italia non sentivamo parlare di servizi segreti deviati, oppure di Gladio ed altre organizzazioni al soldo dello straniero e del privato. Ma ecco che i «Gladiatori» sono tornati a fare notizia: infatti la Digos di Genova, grazie all’indagine partita dalla vicenda di Fabrizio Quattrocchi, ha spiccato molti avvisi di garanzia nell’ambito di una operazione nazionale contro una sorta di «polizia parallela» definita Dssa creata per fronteggiare il cosidetto terrorismo internazionale non più in chiave anticomunista ma anti-islamica. Sono finiti agli arresti domiciliari due personaggi già noti alle cronache: Gaetano Saya e Roberto Sindoca, ambedue alla guida dell’organizzazione «Destra Nazionale» che ereditò la sigla da Giorgio Almirante vecchio segretario del Msi-Dn. Ma chi sono Saya e Sindoca? Secondo il sito dell’organizzazione Destra Nazionale (www.destranazionale.org) Gaetano Saya ha lavorato per la Nato dalla quale si congedò dal ’97 raggiungendo i massimi livelli ed è stato poi cooptato nella Massoneria dal generale Giuseppe Santovito, allora capo del Sismi. Appena quattordicenne partecipò alle giornate di Reggio Calabria e a diciotto anni si arruolò nel disciolto corpo delle guardie di pubblica sicurezza, nominato Maestro Venerabile della loggia massonica Divulgazione possiede una foto con dedica di Licio Gelli e la sua organizzazione vanta rapporti con la Nato, Gladio (Stay Behind) Mossad e Cia. Di Sindoca, sempre nel sito della Dssa, risulta essere portavoce nazionale dell’Unone nazionale forze di polizia, si tratterebbe di un ente presentato come sindacato dalla Polizia di Stato, di cui il Saya nel 2002 era presidente onorario.
Questa oscura, intricata, preoccupante vicenda deve fare capire ai «nostalgici» missini, quale era il vero volto e ruolo del partito di Giorgio Almirante. Perché se è vero che questo partito, soprattutto tra la base, aveva degli ottimi militanti spinti dal coraggio buona fede ed ideali fascisti, è altrettanto vero che gli stessi vennero usati e traditi da una dirigenza che ha sempre trescato, o almeno dal 60 in poi, con la Cia e il Mossad. Il Msi nacque dai reduci della Rsi e la stragrande maggioranza dei militanti difese sempre con onore i valori di Salò, ma purtroppo i vertici portarono nel fango il partito e oggi si vedono i frutti: il partito di via delle IV Fontane e di via della Scrofa ha partorito An, Destra nazionale e i Saya di turno.
Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini (i partiti che compongono il cartello elettorale: Forza Nuova, Azione Sociale, Fronte Nazionale Sociale) prende le distanze da siffatti individui massoni eversivi provocatori, rompe con questo tipo di passato tornando alle radici per costruire, soprattutto, un soggetto politico cristiano, socialista, nazionale, che possa rendere onore alla Rsi e anche a tutti i caduti del vecchio Msi, che in buona fede si sono sacrificati per l’Idea. Un buon servo non può servire due padroni: se amiamo la nostra nazione dobbiamo odiare i poteri forti e le logge giudaico-massoniche che ieri e oggi hanno collaborato e collaborano con i nemici dell’Occidente cristiano.
Dirig. Prov.
Alternativa Sociale
Lista A. Mussolini