L’eredità di Bassolino: cumuli di «monnezza»

Prima c’era Antonio Bassolino, nominato Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania quando era già stato eletto per la prima volta presidente della giunta regionale. Ma il cumulo di cariche è servito a ben poco ai 6 milioni di cittadini campani: neppure una delle cinque province, infatti, sfugge alla morsa della spazzatura. Quando mancano pochi mesi alle elezioni amministrative (2004), Bassolino se ne va, lasciando la Campania nella «monnezza». Gli succede il prefetto di «ferro» Corrado Catenacci, nominato dal governo presieduto da Silvio Berlusconi. La presenza di Catenacci alla guida del Commissariato è tormentata. Il prefetto di «ferro» deve fare i conti con la drammatica situazione ereditata: miliardi delle vecchie lire spesi malissimo, secondo le accuse del centrodestra, ma anche secondo qualche esponente del centrosinistra. Il commissario straordinario deve fare i conti anche con le continue rivolte delle popolazioni. Clamorosa quella di Montecorvino Rovella, dove un intero paese si riversò per tre giorni sui binari della stazione ferroviaria, spezzando l’Italia in due.\