L’eroe Firpo finisce sotto i rampicanti

Voltri dimentica i suoi eroi. Nel 1993 i frequentatori di Piazza Lerda si resero conto che una targa commemorativa sul muro di un palazzo non era più leggibile e fecero domanda in circoscrizione perché venisse pulita. Passarono 7 anni, nessuno più ci sperava, quando un bel mattino dell'anno 2000, arrivarono due addetti che la pulirono e con grande meraviglia, i presenti poterono leggere quanto segue: «Giuseppe Firpo fondatore dell'Asilo Nido-Soldato per l'Unità e l'Indipendenza d'Italia- La Società di M.S. Dio e Umanità che l'ebbe benemerito Presidente-Questo Ricordo Pose il XX Aprile MCMVIII». Firpo era nato in piazza Lerda nel 1922 dove il padre, droghiere e commerciante agiato, lo aveva indottrinato al credo mazziniano. Nel 1848 combatté a Treviso. Combatté a Novara nel 1849. Capitano della Guardia Nazionale nella rivolta antisavoiarda di Genova del 1849 per cui, soffocata questa nel sangue, patì le persecuzioni condotte dal gen. La Marmora. Dal 1852 fu presidente della Società di Mutuo Soccorso Dio e Umanità. Nel 1859 combatté con i Cacciatori delle Alpi. Nel 1867 si trovò in mezzo alla polemica sorta fra Mazzini e Garibaldi riuscendo però a mantenere l'unità della classe operaia per 5 anni, fino alla morte di Mazzini. Nel 1890 è Consigliere Anziano e Assessore alla Carità. Nel 1892 la Società di M.S. riduce il numero di iscritti perché i marxisti passano nel sorgente P.S.I., restano con lui solo i radicali. Nel 1898 tutte le associazioni operaie vengono sospese per la rivolta di Milano finita a cannonate. Nel 1901 riprende l'attività politica con quei pochi radicali, eredi di Cavallotti, che si ritrova. Morì nel 1907 e sulla sua tomba, in stile liberty con obelisco, fino a qualche anno fa si poteva leggere: «Veterano 1848-1849-1859/ Cap. della Guardia Nazionale/ Fondatore di enti morali e società/ Assessore municipale/ Delegato ai congressi per l'indipendenza e libertà d'Italia». Oggi sull'obelisco non si può proprio leggere perché completamente coperto dai rampicanti. Anche per pulire la tomba si fece richiesta senza successo alcuno. Il Comitato delle Voltritudini, stanco di aspettare, si è rivolto alla Sms Dio e Umanità con sede provvisoria a Crevari che si spera trovi dei volontari per agire per conto proprio come già accaduto in altre circostanze. Un uomo come questo, seminatore e costruttore del futuro, è stato dimenticato. E questo a Voltri non fa certo onore.