L’esame cardiologico si fa in ufficio La diagnosi? Via mail

L’epoca delle richieste di permesso al capo per andare a fare le visite mediche è finita. Ora gli esami si possono fare stando sul posto di lavoro, senza perdere tempo in prenotazioni, code e spostamenti. Il Niguarda inaugura la visita telematica a distanza. Dall’elettrocardiogramma alla classica auscultazione di cuore e polmoni, tutto verrà fatto via web.
Il progetto parte in via sperimentale con un’azienda, la Cisco Systems, ma potrà essere esteso in tempi brevi ad altre imprese. Per la prima volta in Europa, i medici potranno visitare i dipendenti senza doverli ricevere in ospedale. La Cisco invierà al Niguarda una lista con i nominativi delle persone da visitare e la loro storia sanitaria, quindi si procederà con la valutazione. All’interno dell’azienda è stata già allestita una mini sala visite dove il paziente, alla presenza di un infermiere, sarà messo in contatto con il cardiologo che, dal suo studio, controllerà tutti i dati sullo schermo del computer. Sempre a distanza avverrà anche la diagnosi: l’ospedale invierà gli esiti delle valutazioni al medico aziendale nel giro di tre giorni. Per ora si terrà sotto controllo il cuore, ma a breve le visite potranno essere estese anche all’oculistica e alla dermatologia.
Già da qualche tempo inoltre i medici possono anche consultare le cartelle cliniche su iPad, direttamente dal letto del paziente. «Siamo molto soddisfatti di queste due nuove iniziative - sostiene il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni - Si tratta di progetti che garantiscono una prevenzione molto più allargata di prima con costi e tempi molto più ristretti».
L’obbiettivo, spiega il direttore generale del Niguarda Pasquale Cannatelli, è «arrivare in tempi rapidi a decisioni cliniche e terapeutiche appropriate». Il nuovo ferro del mestiere sarà dunque per i camici bianchi un tablet di 700 grammi, da gestire attraverso il touchscreen. Per il progetto iClinic il Pirellone ha messo sul piatto 650mila euro, coprendo gran parte del costo complessivo che sfiora quota 950mila euro.
«L’e-health - assicura Formigoni - è già una realtà consolidata in Lombardia». A dimostrarlo, continua, sono i numeri del Sistema informativo socio-sanitario lombardo (Siss): «Oltre 5,8 milioni di fascicoli sanitari elettronici già attivi, più di 14 milioni di documenti clinici elettronici pubblicati nel 2010 con firma digitale (più 19% rispetto al 2009), 75 milioni di prescrizioni on line», elenca il governatore.
Il sistema collega in rete, con una copertura ormai pari al 100%, quasi 10 milioni di cittadini, circa 8mila medici di medicina generale e pediatri di famiglia, 2.600 farmacie, 150mila operatori socio-sanitari, 35 aziende ospedaliere, 15 Asl, 2.500 enti sanitari privati. «In questo scenario - conclude Formigoni - la parola d’ordine è integrazione. Proprio in questa ottica nasce il progetto i-Clinic, che comporta vantaggi in termini di maggiore appropriatezza delle cure».