L’esercito arruola le conigliette: riviste per far rilassare i soldati

Il Pentagono consente per la prima volta la vendita di riviste osé nelle basi militari statunitensi, ma è già polemica. Protestano femministe e gruppi religiosi

Washington - Quanto è porno una rivista tipo Playboy o Penthouse? Secondo la commissione del Pentagono coinvolta nella decisione se permetterne o meno la vendita nelle basi militari, molto poco. Secondo gli attivisti per la moralità il livello di scandalo è intollerabile.

L’annuncio che Playboy, Penthouse e un'altra mezza dozzina di riviste potranno fare bella mostra nelle edicole delle basi militari ha fatto salire sulle barricate decine di gruppi religiosi. Il Pentagono è letteralmente sotto assedio da organizzazioni che stanno contattando via mail milioni di famiglie per coinvolgerle in una campagna contro la vendita di questi rotocalchi ai militari. «Dicono - ha commentato Donald Wildmon dell'American Family Association - che Playboy e Penthouse non sono riviste sessualmente esplicite. Per noi sono pornografiche e vogliamo che venga rispettata la legge».

La legge in questione «The Military Honor and Decency Act» presentata nel 1996 dal deputato repubblicano del Maryland Roscoe Bartlett, ha vietato per dieci anni agli spacci delle basi militari la vendita di materiale che presenta il nudo in maniera provocante. «Cerchiamo - ha detto ieri il deputato - di continuare ad evitare la distribuzione di pubblicazioni che potrebbero contribuire a creare un ambiente ostile e di molestie da parte dei colleghi per le donne soldato. Chi le vuole se le può procurare altrove ma senza l'aiuto e la benedizione del Pentagono». Gli attivisti antipornografia rimproverano al ministro della Difesa Robert Gates d'aver preso alla leggera una petizione dello scorso 4 maggio in cui chiedevano di continuare ad impedire la vendita di riviste sessualmente esplicite.

L’indagine del Pentagono è durata tre mesi. Con una lettera datata 15 agosto il sotto segretario alla difesa Leslye Arsht ha notificato all’amministratore delegato dell’Alliance Defense Fund, Alan Sears, che i contenuti delle riviste come Celebrity, Skin, Penthouse, Perfect 10, Playboy, Nude, non sono «sessualmente espliciti» al punto da continuare a vietarne la vendita.

Per dare un contentino ai moralisti, nella seconda parte della lettera la signora Arsht ha aggiunto che le riviste Curves, FHM, Hot Shots 2007 by Playboy, Playboy Vixen e XXX saranno attentatamene esaminate dalla commissione e, se ritenute sessualmente esplicite, ritirate dalle edicole delle basi.

Per adeguarsi ai tempi, tenendo contro della legge ed evitare allo stesso tempo il mercato nero nelle basi, gli avvocati del Pentagono hanno in realtà stabilito nuovi parametri. Una rivista, hanno raccomandato alla commissione incaricata di esaminarle, è lasciva e volgare se contiene una certa percentuale di pornografia nell’insieme di tutte le sue pagine. In questo modo, facendo la conta delle pagine a tutto nudo e di quelle pubblicitarie, molti periodici hanno passato il test di tolleranza. Nadine Strossen, capo dell'American Civil Liberties Union e professore alla New York Law School definisce «una censura» la pretesa dei gruppi religiosi di continuare il bando nelle basi. «Chiediamo - ha detto - ai nostri soldati di rischiare la pelle per difendere i principi della costituzione ma neghiamo loro il diritto del primo emendamento impedendogli di scegliere cosa vogliono leggere».