«L’esito negativo era prevedibile Giusto abbandonare la trattativa»

Rifiutata la logica del «bevi o affoga», gli altri sindacati hanno sbagliato

da Roma

Giuseppe Caronia, segretario generale della Uil Trasporti, ha abbandonato il tavolo tra Air France, Alitalia e sindacati un giorno prima della drastica rottura di mercoledì sera. Una «conclusione prevedibile» secondo il sindacalista che ha bocciato come errore tattico la proposta formulata dai suoi colleghi a Spinetta e adesso attende il dopo-elezioni per far ripartire il confronto. Per il nuovo governo Alitalia dovrà essere una priorità.
Segretario, alla fine la vostra strategia si è rivelata premiante, in un certo senso.
«La conclusione era prevedibile. Se non ci sono margini per mediare non è una vera trattativa. Il documento consegnato da Air France-Klm ai sindacati ha riconfermato il piano che ci era stato precedentemente illustrato: non era cambiato nulla. Abbiamo rifiutato la logica del “bevi o affoga“ che ci è stata proposta in un contesto politico debolissimo».
E quindi avete abbandonato il tavolo.
«Spinetta ci ha fatto presente che sarebbe stato necessario il consenso del nuovo governo oltre a quello del sindacato. Queste due condizioni non avrebbero potuto essere soddisfatte se non dopo le elezioni».
Una trattativa poco trasparente, quindi?
«Sia i sindacati che il ministro dei Trasporti sono stati esclusi dal confronto e tutte le responsabilità sono state addossate al ministero dell’Economia quale azionista. Poi il prossimo governo potrebbe essere di orientamento opposto a quello attuale. Perché forzare la mano?».
La controproposta dei suoi colleghi è stata un errore?
«Sì, è stato commesso un errore di valutazione e i fatti mi danno ragione. Non è escluso che dopo le elezioni possa diventare fruttuosa, ma in ogni caso sarà il prossimo governo a occuparsene».
Contemplate la possibilità del fallimento o dell’amministrazione controllata?
«Respingiamo fermamente questa ipotesi. Il nuovo governo dovrà individuare come priorità le soluzioni adatte. Una cosa è fare sacrifici un’altra lasciare che l’azienda fallisca».
Ci sono delle linee guida in base alle quali si può ripartire?
«Innanzitutto, diciamo no all’ipotesi di trasformare Alitalia in una compagnia regionale. Questo è ciò che vorrebbe fare Air France-Klm. Il nuovo governo deve assumere la questione Alitalia come emergenza per il Paese».