L’Esorcista si fa in tredici sul palco delle Erbe

Dalla realtà alla finzione: il romanzo di William Blatty sviluppato da Frigerio si confronta con il celebre film

Valentina Fontana

Domande di riti anti-demonio, aumento del satanismo giovanile, lezioni anti-Satana, aiutare la moltitudine di posseduti contro maghe e fattucchiere.
Si riapre il tema dell'esorcismo: in Vaticano inizierà un corso per educare i sacerdoti ad affrontare le richieste di questa pratica, proprio a loro si è rivolto Benedetto XVI incoraggiandoli «a proseguire nel loro importante ministero a servizio della Chiesa».
Dalla realtà alla finzione, l'esorcista è ben stampato nella mente di ognuno. Nessuno dimentica quella dodicenne sdraiata sul letto posseduta da un demone, protagonista dello storico film del '74. E proprio in questi giorni è attesa l'uscita della nuova pellicola americana sull'esorcismo presentata a Venezia.
Ma è davvero possibile che esista un'altra identità dentro di noi? Qui, in questo dubbio, entra la ricerca dello spettacolo L'Esorcista, voluto e prodotto dalla Felix Company, in scena fino a domenica al Teatro delle Erbe.
«Oggi quei film in cui il cattivo fa a pezzi le vittime e le butta in un dirupo sono credibili perché la cronaca ce ne fornisce qualche esempio - spiega il regista Gianluca Frigerio -. Mentre la notizia che qualche statua della Madonna perde sangue o lacrima e parla stenta a essere credibile. Fa però notizia quando si scoprono delle sette segrete di ragazzi che adorano Satana. A quello ci crediamo, interviene la polizia, ci sono i familiari delle vittime, lo vediamo, ci crediamo».
Da qui lo spettacolo del diavolo, il demonio è protagonista di questo Esorcista fatto per il teatro che mette in scena il romanzo di William Peter Blatty da cui il famoso film ha tratto la sceneggiatura. «Lo spettacolo mette in scena il romanzo, non il film - continua Frigerio -. Certo il termine di paragone col film è incancellabile, ormai è entrato nell'immaginario collettivo. Ma proprio quest'attesa da parte dello spettatore funziona da stimolo, il successo è dato proprio dalla scoperta delle differenze con il film. Del resto non potevamo mantenere la struttura cinematografica e i suoi effetti speciali, non possono funzionare in teatro. Così, anche se abbiamo tenuto qualche scena mitica del film come la bambina nel letto che balla, gli aspetti del romanzo, come l'analisi medica della piccola, sono i più sviluppati».
L'Esorcista diretto da Frigerio è infatti il risultato di un laboratorio teatrale durato due mesi. «Il lavoro dei 13 attori è partito dal costume e dal trucco - spiega il regista - per poi proseguire in improvvisazioni al fine di cercare la credibilità delle battute. Il metodo? Azioni fisiche, improvvisazioni senza e con il testo, libera emissione vocale, ricerca dello stato d'animo. Il tutto senza cadere nel naturalismo, il tutto per dare più libertà, per far fluire maggiore energia, limitando i movimenti di regia».