L’ESPERTO ANTONIO NOTO

Roma. Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing, secondo il vostro sondaggio il Pdl ha un elettorato potenziale del 56 per cento. Un risultato notevole.
«Si tratta di una platea molto vasta. Bisogna ricordare che è il punto d’arrivo massimo, ma l’asticella si trova sopra il 50 per cento».
Che si può dire dei profili maggiormente attratti?
«Gran parte dell’elettorato leghista si sente attirata verso il Pdl, ma crescendo in quella direzione rimarrebbe invariato il consenso della coalizione. È interessante la situazione al centro dove non ci sono altri leader rappresentativi e Berlusconi costituisce una sorta di “cerniera” che può far crescere la coalizione guadagnando voti. Dal centrosinistra si può trascinare poco perché è rimasto lo “zoccolo duro”».
Dal punto di vista demografico che accade?
«Il profilo elettorale adulto appare coinvolto. Ma manca il target giovanile che può far crescere il partito. Oggi è difficile conquistare i giovani, anche la sinistra ha questo problema perché i ragazzi utilizzano canali di comunicazione diversi dai tradizionali e sono più distanti dalla politica. Altra area critica è quella geografica: il Pdl è molto forte al Sud, ma al Nord in proporzione ha meno consensi perché ha un concorrente interno molto forte come la Lega».
Può preoccupare il 30,4% di elettori che ha meno fiducia nel Pdl rispetto ad Alleanza nazionale?
«L’elettorato di An sente un grande cambiamento e ha bisogno di tempi più lunghi per metabolizzare. Fra un anno si potrà capire se gli aennini sentono il Pdl come la strada giusta».