L’Esposizione delle fumate sempre più nere

Ancora una fumata nera. L'ennesima. Anche l'ultimo Consiglio dei ministri ha rinviato il decreto sull'Expo 2015 e poi il richiamo del Bie. Prima la crisi Alitalia, poi la crisi della finanza mondiale... Ma intanto sono trascorsi quasi sette mesi da quando Milano si è aggiudicata l'Esposizione internazionale. Eppure, circa due settimane fa, sembrava tutto stabilito; il presidente Berlusconi aveva detto che era tutto deciso, pronto. E allora? La mia impressione è che ci siano ancora contrasti e indecisioni sugli uomini da mettere ai vertici della società che gestirà l'evento e sulle poltrone da assegnare.
Ma intanto «il tempo passa e se ne va» come cantavano i Negrita... Milano, invece, sembra ferma, quasi immobile. Giovedì l'ennesimo deragliamento di un tram, 72 ore dopo lo scontro fra due mezzi che ha provocato 25 feriti. Errori umani, scarsa manutenzione delle strutture o dei mezzi, una sensazione di incuria e di lassismo che non giova certo alla nostra città.
È tutto un po' così, sciatto. L'amministrazione sembra distratta, svogliata, forse stremata da questa attesa del decreto sull'Expo.
Prendiamo anche il caso di piazza Duomo. Non molto tempo fa la Moratti aveva detto che voleva eliminare dal luogo simbolo di Milano baracchini, ambulanti, piste sul ghiaccio che finiscono col deturpare la più bella piazza di Milano. Risultato? Davanti al Duomo è stato costruito il «Museo del rock», un'enorme struttura che resterà in piedi fino a metà marzo!
L'impressione, Expo a parte, è che manchi un progetto, un piano, una direzione da seguire. E non è una bella impressione.
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