L’Espresso, crollo dei profitti (-72%), no dividendo

Il cambio della guardia al vertice del gruppo L’Espresso, da Marco Benedetto a Monica Mondardini, non ha prodotto risultati esaltanti. Il bilancio del primo anno della top manager cesenate, arrivata sulla prima poltrona del gruppo con la fama di Lady di ferro, non ha convinto gli azionisti anche se «i risultati sono migliori delle stime». Come dire: la salute non è buona, ma è stato evitato il grande bagno. In sostanza il cda ha approvato i conti 2009: niente dividendo e previsioni per un 2010 che «non consente di ipotizzare una netta ripresa degli investimenti pubblicitari», come si legge nella nota ufficiale.
Ecco i dati significativi dell’esercizio: utili netti a 5,8 milioni (-71,8%) e ricavi a 886,6 milioni (-13,5%). Perché, continua la nota diffusa dal gruppo, i risultati conseguiti «vanno inquadrati nel contesto di pesante crisi che ha interessato l’economia e il mercato di riferimento». In sostanza, pur in un contesto di un mercato in flessione, c’è una buona tenuta dei ricavi diffusionali: 274,2 milioni (-0,8%). In particolare, i ricavi diffusionali di Repubblica registrano un’evoluzione positiva (+1,4%), mentre i ricavi pubblicitari, pari a 496,9 milioni, parlano di un calo del 18,3%.
Flessione anche nel settore principale del gruppo, la stampa quotidiana: la raccolta è in flessione (-14,9%). Il margine operativo lordo consolidato è pari a 106,7 milioni, in calo del 25,2%, mentre il risultato operativo consolidato è di 63,9 milioni (95,3 nel 2008). È sceso invece l’indebitamento finanziario netto: 208,2 milioni dai 278,9 del 2008.
Il fatturato della capogruppo, infine, è di 494,2 milioni (-13,9%) con un risultato operativo a 22,1 milioni (dai 37,9 del 2008) e un risultato netto di 30,4 milioni (49,5 nel 2008).
Il cda, convocando l’assemblea degli azionisti (22 aprile), ha proposto, inoltre, un nuovo piano di stock option per il 2010. Intanto il titolo L’Espresso ha vissuto sull’altalena per tutta la giornata di ieri, chiudendo però in deciso rialzo (+2,64% a 2,02 euro) dopo aver toccato il minimo di 1,85.
Secondo gli analisti, i conti avrebbero deluso il mercato «dopo una prima lettura superficiale, spingendo il titolo in deciso calo, ma da un esame più freddo è emerso che i dati sono decisamente migliori del previsto». Con riferimento particolare all’ebitda, taglio dei costi e cash flow.
Nel corso del 2009 il gruppo ha realizzato risparmi per 97,6 milioni grazie al piano di riorganizzazione aziendale che, una volta a regime, prevede un decremento pari a 140 milioni. L’organico del gruppo a fine dicembre 2009, infatti, contava 3.116 dipendenti, con una riduzione di 228 unità (-6,8%) rispetto al 2008.