«L’estate? Va presa controcorrente»

«Vado dove mi porta lo show perché le mie vacanze sono sempre spezzettate, ordinate in scaletta per seguire gli impegni di lavoro. In agosto, per esempio, passerò dalle coste di Roccella Jonica, dove canterò il mio omaggio a Cole Porter, al mare di Viareggio dove presenterò un libro dedicato a Gaber. E proprio all'inventore del teatro canzone è ispirato il mio prossimo progetto: uno spettacolo dove il canto s’innesta al “solo” di un pianoforte». Instancabile Maria Laura Baccarini. Oscilla come un pendolo su e giù per l’Italia, col fisico scattante e il sorriso candido dei tempi dell’esordio (era l’85) quando vestita da fatina presentava Pronto chi gioca? un gioco riservato ai baby telespettatori. Oggi, sempre con la valigia a portata di mano, seguendo orme invisibili che la conducono nei maggiori teatri di prosa e nei massimi templi del musical (debuttante a Spoleto con Sergio Castellitto e Elisabetta Pozzi, ha dominato le scene in Chicago, Cabaret e A chorus line) Maria Laura Baccarini da qualche stagione lavora con assiduità in Francia, «quasi» una seconda casa. La sua performance in Nuit américaine con l’étoile Lambert Wilson e i maggiori musicisti jazz francesi è stata molto apprezzata, ma in inverno tornerà in tournée a casa nostra con la commedia Il letto ovale di Ray Cooney. Finito il giro, l’attrice figlia del doppiatore Carlo Baccarini porterà in scena la sua ultima fatica I have a dream, ovvero lettura e interpretazione teatrale dei più grandi discorsi della Storia riuniti in un’ideale trama per «grandi temi» con commento musicale del maestro Matteo Cremolini. «Lo ammetto l’operazione non è nata con me, ma il mio nome ha contribuito a spazzare via ogni ombra di retorica dal progetto. E poi, che ci posso fare, adoro cambiare registro» confessa l’artista allergica alle etichette e ai personaggi, specie se vissuti troppo a lungo. «C’è stato un tempo in cui pensavo di fare musical per tutta la vita, in realtà il repertorio rischiava di essere ripetitivo e io di appiattirmi, ma sono stata fortunata perché nella mia carriera ho avuto modo di togliermi tanti sfizi». Giunta al bivio della maturità («In Italia la parola cultura è un parolone e sento il bisogno di una parola nuova che sia solo mia») l’ex ginnasta prestata al proscenio e al balletto ha deciso di rischiare in prima persona: «voglio lanciare un messaggio forte di parola. Non è vero che il pubblico vuole solo ciò che conosce, è il solito discorso su chi sia nato prima, l'uovo o la gallina?» Fra un progetto teatrale e una nuova canzone, un’idea rubata alla Storia e un sussulto emotivo, per la Bacca (così la chiamano gli amici) c’è poco tempo («ma buono») per le ferie: «Sono stata a Favignana da amici siciliani che frequento da 12 anni, è la mia seconda famiglia. Ho passato le giornate tra libri, sole, mare e ricci pescati e mangiati col dito oppure accompagnati col panuzzo al sesamo. Niente tv, poco telefonino e tante chiacchiere al fresco della pineta». Altro che il ribollire dell'Estate Romana e dei suoi mille eventi. «Nostalgia? A volte. La capitale d’estate mi fa tornare in mente il periodo più bello della mia vita, quando vivevo in via della Vetrina a un passo da via dei Coronari nell’appartamento che mi aveva affittato Isa Barzizza. Quando finivo una tournée, per rientrare a casa mi toccava attraversare piazza Navona. Per me era una meravigliosa tortura, mi sembrava di iniziare una specie di vacanza perché d’agosto la città si calma, si svuota, si concede di più. E se hai la fortuna di viverla da turista o se fai un lavoro controcorrente, Roma è davvero la città più bella del mondo».