L’estrema destra a valanga in Austria

Elezioni anticipate: crollano popolari e socialdemocratici. <strong><a href="/a.pic1?ID=294174">E Haider &quot;il moderato&quot;</a> </strong>raccoglie i voti di giovani e immigrati

Destra a valanga nelle elezioni austriache e crollo storico di popolari e socialdemocratici, con il risultato più basso dalla fine della seconda guerra mondiale. La destra estrema del Partito della libertà (Fpö), guidata da Heinz Christian Strache, ha ottenuto il 18% dei voti. La palma del successo elettorale spetta, però, a Jörg Haider, governatore della Carinzia, risorto dalle ceneri politiche. La piccola Alleanza per il futuro dell’Austria (Bzö), destra più moderata, ha quasi triplicato il risultato raggiungendo l’11% dei consensi. Prima aveva poco più del 4%. Sommando i voti delle elezioni politiche di ieri la destra rappresenta circa un terzo del paese. E raggiunge i socialdemocratici accreditati come primo partito al 29,7%. Il peggior risultato della loro storia, con una perdita di 6 punti rispetto al 2006.
Haider, l’ex uomo nero dell’Europa, si è presentato non più come mangia-immigrati, con simpatie filonaziste. Il suo nuovo volto moderato, che forse ha sempre avuto, lo riporta sulla scena politica nazionale come ago della bilancia. I “neri” dell’Övp e i “rossi” dell’Spö, formazioni storiche, ma in profonda crisi, hanno portato il paese al voto anticipato. Ed adesso ne pagano lo scotto. Se i socialdemocratici arretrano, i popolari sono al tracollo con una perdita secca di dieci punti percentuali. Il leader democristiano, Wilhelm Molterer, soprannominato “Padre Willi” per l’atteggiamento pretesco, si è fermato al 25,6% dei voti. Quasi 10 punti di flessione. La destra ha vinto perché il sistema consociativo di governo non regge più. Con una mossa da suicidio politico la coalizione fra popolari e socialdemocratici si è sfaldata, dopo solo 18 mesi. Gli austriaci non amano le crisi e sono stanchi dei vecchi partiti: hanno premiato chi parla chiaro sull’inflazione, l’aumento del prezzo del carburante, gli immigrati clandestini, la presenza dell’Islam e le contraddizioni dell’Europa unita.

Strache, il leader dell’estrema destra, è un odontotecnico di 39 anni, che ha ereditato il partito portato a suo tempo alla ribalta da Haider. Le sue battute ricalcano quelle passate dell’ex leader, con accenti xenofobi e ferocemente anti europei. Non a caso i manifesti elettorali del “nuovo” Haider in maniche di camicia ripetevano «meglio scegliere l’originale». Con il 18% di voti Strache rivendica il posto di cancelliere. I socialdemocratici puntano i piedi, ma non sarà facile formare un altro governo consociativo. I popolari hanno ammesso «la dolorosa e drammatica disfatta». I giochi sono aperti e la destra, un terzo del paese, dovrebbe venire rappresentata nel governo. Il problema è l’acerrima rivalità fra Strache e Haider. La svolta moderata del governatore della Carinzia è stata sbeffeggiata in campagna elettorale dal leader ultrapopulista. Il socialdemocratico Werner Faymann ha escluso a priori un accordo con la destra. Però Haider già governa con i “rossi” in Carinzia. E potrebbe essere l’ago della bilancia di una coalizione di destra con i popolari.
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