L’Eta colpisce ancora, sangue sull’isola dei turisti

PAURA Disinnescato un altro ordigno. Oggi i 50 anni dalla nascita dell’organizzazione

MadridPer il secondo giorno consecutivo l'Eta ha colpito una Spagna che da tempo non si sentiva così minacciata dal terrorismo. Se mercoledì i terroristi non sono riusciti a provocare la strage che avevano progettato - facendo esplodere 300 chili di esplosivo di fianco al palazzo dove vivevano 90 famiglie di agenti della Guardia Civil -, ieri sono riusciti a uccidere. Poco prima delle due del pomeriggio gli uomini dell'Eta hanno azionato un comando a distanza facendo esplodere una bomba a ventosa che avevano piazzato sotto un fuoristrada della Guardia Civil della località di Palmanova, vicino a Palma di Maiorca, nelle isole Baleari. Nell'attentato sono morti due giovani agenti di 27 e 29 anni, Diego Salva e Carlos Saenz, entrambi entrati nel corpo della Guardia Civil - i Carabinieri spagnoli - solo l'anno scorso.
Il fuoristrada era rimasto parcheggiato dalle dieci della mattina di fronte all'edificio dove avevano sede sia la polizia locale che la Guardia Civil e l’ufficio postale. Contrariamente al solito, le autorità hanno aspettato ad attribuire all'Eta la paternità dell'attentato. In molti non credevano infatti fosse possibile che i terroristi potessero aver ancora la capacità di attentare con esplosivo sulle isole. Anche questa azione terroristica avrebbe potuto finire peggio: nel tardo pomeriggio infatti la polizia ha scovato un secondo ordigno, agganciato sotto un altro fuoristrada del corpo e parcheggiato da circa un mese a circa 500 metri dal luogo dell'attentato. Gli artificieri, dopo aver fatto sgomberare la zona, costellata di hotel e case, lo hanno fatto saltare in aria. Secondo la polizia il meccanismo di innesco funzionava perfettamente e la bomba non ha fatto vittime solo perché nessuno ha usato la jeep.
Il prefetto alle isole Baleari Ramón Socías è stata la prima autorità a riconoscere ieri pomeriggio Eta come l'artefice dell'attentato. La polizia «non aveva notizia di commandos fissi sulle isole», ha detto il funzionario, che ha parlato di «cellula itinerante». Convinto di ciò il prefetto ha fatto scattare l'operazione «Jaula» (Gabbia) che ha bloccato porti e aeroporti per evitare la fuga dei terroristi dall'isola. Socía ha ricordato le parole usate il giorno prima dal ministro degli Interni, che aveva definito il gruppo «sempre più disperato e pericoloso».
Nonostante il movimento terroristico sia stato indebolito dagli arresti, ha dimostrato di poter ancora sorprendere, piazzando due bombe nel cuore del paradiso turistico delle Baleari, e assestando un duro colpo all'immagine della Spagna balneare. Un copione già praticato in passato. L'attentato di ieri appare però più grave perché è stato perpetrato in una delle zone turistiche più famose, situata a circa 7 chilometri dalla residenza dei reali spagnoli sulle isole, il palazzo di Maravent, tradizionale meta del periodo estivo. Proprio lì, erano arrivate ieri le figlie di Juan Carlos e Doña Sofía, a loro volta attesi per il fine settimana.
L'altro duro colpo, l'Eta lo ha inflitto alla polizia. Con le due morti di ieri sale infatti a 206 il bilancio degli agenti della Guardia Civil uccisi nei cinquanta anni di vita del gruppo armato, il cui triste anniversario si compie proprio oggi. Con ogni probabilità i terroristi hanno deciso di ricordare, a loro modo, una presenza che dura da mezzo secolo e che molti, evidentemente ottimisti, credevano ormai molto vicina alla scomparsa.