L’Eta colpisce centrale elettrica

Quattro ordigni di piccole dimensioni sono esplosi ieri, alle 14.10, nei pressi della centrale elettrica di Amorebieta, vicino a Bilbao, nei Paesi Baschi. Lo scoppio era stato annunciato da una telefonata alla redazione del giornale basco Garà. Gli autori dell’attentato avevano dichiarato di appartenere al gruppo separatista basco (Eta). L’avviso preventivo, avvenuto circa mezz’ora prima delle esplosioni, ha permesso alle autorità di intervenire evacuando oltre duecento dipendenti tra operai e impiegati della centrale. Non ci sono stati dunque feriti, e i danni materiali sono stati limitati. La centrale non è stata danneggiata in quanto gli ordigni erano stati piazzati nei dintorni dello stabilimento.Il ministro degli Interni José Antonio Alonso ha condannato l’azione dei separatisti baschi e ha confermato che il governo è determinato a continuare la sua lotta contro l’Eta. «L’attacco - ha sostenuto il ministro - è un altro esempio di una violenza insensata e senza futuro». La scorsa estate, il gruppo separatista basco aveva piazzato una serie di bombe sulle linee elettriche spagnole con l’intento di danneggiare le infrastrutture del Paese. Lo scorso settembre, poi, un attacco aveva interrotto la corrente lungo un cavo elettrico che connette la Francia alla Spagna. L’Eta è riconosciuto come gruppo terroristico dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. Dal 1958, anno della sua nascita, l’Eta ha ucciso circa 850 persone attraverso una campagna fatta di bombe e sparatorie in nome di uno Stato basco indipendente nel nord della Spagna e nel sud-ovest della Francia.