L’eternità è avere un mutuo a 102 anni

Dalle parti di Brighton la vita è bella. C’è l’Inghilterra che guarda il mare, il clima è dolce, se non tira vento, eppoi ci sono quelli della Mortgages for Business. Si occupano, come dice la ragione sociale, di mutui, tasso abbordabile. L’ultimo cliente che ha telefonato a Jonathan Moore, consulente della ditta, è uno di quegli inglesi che credono fortissimamente nei Windsor e nell’eternità, le quali cose sembrano andare insieme. Trattasi di un signore di centodue anni, pensionato non andrebbe nemmeno aggiunto, ma dotato di un fiuto particolare per gli affari; ha chiesto e ottenuto, nel giro di quarantotto ore, un mutuo di 200mila sterline, al cambio 300mila euro, con scadenza 2032, quando mister Smith, lo chiamiamo così perché lui vuole restare anonimo, la privacy lassù è una cosa seria, compirà 127 anni, auguri e figli maschi.
La Mortgages for Business non ha avuto esitazioni, è specializzata nel ramo villa arzilla, di recente ha concesso un mutuo della stessa durata a mister Richard Stone che possiede dieci dimore nel Kent ma ha anche settantacinque anni e in cambio di 120mila sterline ha comprato altre casette del suo personale monopoli.
Ma dove sta la fregatura? Direte voi. Chi ci guadagna? Chi rischia? Stando alle solite analisi dei Meluzzi e Crepet britannici il mutuo affrontato in età supermatura, direi a scadenza, potrebbe provocare, anzi provoca di sicuro, conseguenze sul sistema nervoso, stress, insonnia, gastriti, i pensieri corrono più veloci del tempo, l’indirizzo della banca di appoggio è come quello dell’obitorio.
Ma, in verità, in Inghilterra, il fenomeno è di grandissima moda, soprattutto in quelle fette del Paese, Woolwich, Bristol, il Sussex appunto, che non impongono restrizioni anagrafiche ai clienti. Di solito il tetto oscilla attorno ai 70-75 anni, oltre si invita il cliente a desistere.
Che se ne fa, dunque, il nostro mister Smith di 200mila sterline, con un interesse mensile di 985 sterline da versare puntualmente? Elementare, l’astuto signore ha già individuato un locatario che si è innamorato della magione, mister Smith lo ha visto aggirarsi con curiosità e desiderio attorno alla casa. Ecco il business: l’ultracentenario acquista la villa, l’arreda dello stretto necessario, tendine comprese, e appende sulla finestra un cartello «For rent» (Si affitta), base 2500 sterline, trattabili, non troppo.
La strategia è semplice: significa che ogni mese Smith porta a casa mille e cinquecentoquindici sterline, il resto lo mette da parte e lo paga come quota interesse alla Mortgages for Business che è felicissima e tranquilla dell’affare. Se mister Smith, toccando legno, come dicono gli inglesi, dovesse salutare gli astanti prima dell’anno fatidico 2032, la banca entrerebbe in possesso dell’immobile (la casa, non mister Smith) e l’affittuario continuerebbe a pagare la rata agli eredi o allo stesso istituto di credito. Prevedo da oggi stesso una lunga coda di «signor Rossi» davanti alle banche del Paese nostro, dove non ci sono i Windsor ma Mike e Pippo sono la speranza di noi tutti.
Tony Damascelli