L’eterno ragazzino del rock che fonde durezza e melodia

È il rocker che media la durezza con la melodia, che cavalca un rock semplice e diretto miscelando aggressività e buoni sentimenti. È un rocker da classifica insomma Bryan Adams, l’eterno ragazzino (anche se le rughe tradiscono la soglia dei cinquant’anni) che stasera si esibisce al Teatro Smeraldo.
Il suo ultimo disco si intitola 11 ma Adams, che ha superato i cinquanta milioni di album venduti in tutto il mondo, non ha bisogno di fare promozione e, appesa al chiodo (provvisoriamente) la Fender elettrica, sarà sul palco da solo, lui, la sua voce colloquiale e la sua chitarra acustica. Ripercorrerà quindi l’intera sua carriera, da bravo ragazzo canadese che prese a girare il mondo scrivendo - con poca gloria e ancor meno onore - canzoni per grandi interpreti. Da giovane il suo sound è duro e grezzo, vicino al mainstream del rock (tanto che qualcuno lo definisce lo Springsteen canadese), ma sarà la linea morbida, quella sul confine del pop e delle ballatone zuccherose, a portargli fortuna.
Non fa certo parte della nobilissima schiatta di canadesi impegnati come Leonard Cohen, Joni Mitchell, Neil Young, Bruce Cockburn (anzi ha persino duettato con Mel C delle Spice Girls facendo inferocire i rockettari) ma alcune sue pagine sono rimaste nella storia per la loro carica melodico-ritmica, e a tratti torna ad essere quello che faceva impazzire i fan quando cantava «Kids Wanna Rock», ovvero «i ragazzini vogliono il rock», e lui ne dispensava a piene mani. A partire dal 1983, nel suo carniere ci sono dischi di enorme successo come Cuts Like a Knife (esordio candidato a due Grammy), con pezzi da novanta come Summer of 69, la sua versione un po’ ingenua e countreggiante del mondo hippie. Da allora ogni colpo è un centro, con canzoni che tutti conoscono come Run To You, Can’t Stop This Thing We Started, la melensa ma suggestiva Please Forgive Me, Everything I Do (I Do It For You), che fa sfracelli come colonna sonora di Robin Hood principe dei ladri con Kevin Costner. Una carrellata d’oro per un artista che trasforma in oro tutto quello che tocca. Visto che ora è celeberrimo anche come fotografo, e i suoi scatti comprendono personaggi come Hillary Clinton, Gwyneth Paltrow, Amy Winehouse e persino la regina Elisabetta (in Italia la Pausini e la Canalis).