L’eterno ritorno dei libri del «Duca»

Giorgio Scerbanenco (1911-1969), nato a Kiev da madre italiana e madre ucraino, una volta arrivato a Milano, sedicenne, si guadagnò da vivere passando da un lavoro all’altro finché non approdò al mondo del giornalismo: lavorò soprattutto nei femminili: Novella, Bella, Annabella (dove tenne la famosa rubrica «La posta di Adrian»). Dopo aver scritto centinaia di racconti rosa, si dedicò al poliziesco e nel 1968 vinse il “Gran Prix de la littérature policière”. È considerato il capostipite del noir all’italiana. Tra i suoi titoli di maggior successo, continuamente ristampati: Venere privata, Traditori di tutti, La ragazza dell’addio, I milanesi ammazzano al sabato, Milano calibro 9, Ladro contro assassino, I ragazzi del massacro, Al mare con la ragazza. Alla sua memoria è dedicato il più importante premio per la narrativa gialla italiana, il «Premio Scerbanenco». Tra le ultime uscite editoriali, da segnalare lo splendido Racconti neri (Garzanti), volume che raccoglie una trentina tra i suoi migliori racconti, scritti tra il 1959 e la morte; Uomini ragno (Sellerio), con i racconti ambientati durante la seconda guerra mondiale usciti nel ’46 e poi dimenticati; Il mestiere di uomo (Aragno), un sorprendente saggio antropologico-filosofico sulla condizione umana, finora inedito in volume, ritrovato fortunosamente da Andrea Paganini nel Fondo del sacerdote ticinese don Felice Menghini e scritto da Scerbanenco durante l’esilio svizzero tra il ’44 e il ’45 su un periodico di Poschiavo. Mentre Garzanti e Sellerio contineranno anche nei prossimi mesi a ripubblicare romanzi e racconti, Cecilia Scerbanenco (fondatrice e responsabile degli Archivi Scerbanenco) sta lavorando con Luca Crovi a una monumentale biografia prevista da Garzanti per il 2008. Intanto, a dicembre, in occasione del Courmayeur Noir in Festival, sempre Garzanti pubblicherà Il ritorno del Duca, un omaggio di un gruppo di giallisti italiani al “maestro” con una serie di racconti ispirati al celebre medico-investigatore Duca Lamberti.