L’etichetta europea garanzia di affidabilità e sicurezza

Sempre più tecnologici, risparmiosi e sicuri, gli attuali pneumatici contribuiscono a rendere più amichevoli, sia per chi guida sia per l’ambiente, vetture di ogni tipo. «Si tratta di un’evoluzione continua - sottolinea Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma - che se finora non è apparsa con chiarezza, presto sarà immediata: l’etichetta europea apposta sugli pneumatici dal primo novembre riporterà infatti la classificazione (A la migliore, G la peggiore) di ciascun prodotto in base alla frenata sul bagnato, con differenze fino a un terzo dello spazio necessario, più che sufficienti a decidere tra uno spavento e un incidente, e alla scorrevolezza, cui si legano consumi fino al 7,5 per cento inferiori, e pure un valore di rumorosità». In generale, rispetto alle gomme di qualche anno fa i modelli di nuova produzione dei principali marchi non solo garantiscono una vita utile sino al 30 per cento superiore (a beneficio dei costi di sostituzione e di smaltimento), ma anche una netta riduzione della resistenza al rotolamento, con vantaggi per la spesa in carburante, nonché in termini di Co2 e di polveri sottili, se è vero che alle gomme si deve un quinto dei consumi di una vettura.
L’onda verde degli pneumatici, che ha visto Michelin fare da battistrada con l’Energy già nel 1992, ora surclassato dai nuovi modelli Energy Saver accreditati dalla casa di un risparmio di carburante di circa il 40 per cento e di quasi tre metri negli spazi di frenata sul bagnato, abbraccia vetture di ogni tipo, come pure i piccoli e grandi fuoristrada.
Si va dallo Scorpion Verde di Pirelli, creato per i Suv e i crossover, che pesa circa il dieci per cento in meno del modello precedente, accompagnando l’alleggerimento a un miglioramento della frenata, dell’aderenza sul bagnato e della maneggevolezza; al Bridgestone Ecopia Ep150, disponibile per cerchi da 14” a 16” e adatto anche ai piccoli 4x4, passando per l’EfficientGrip Goodyear e per il ContiEcoContact5 di Continental, con misure da 14” a 17”, velocità fino a 300 km/h e assai più scorrevole del predecessore.
Nell’ambito dei prodotti «eco» si inserisce anche BlueEarth di Yokohama. Poiché se si marcia con le gomme sgonfie anche il migliore pneumatico viene meno alle proprie prerogative, consumando di più, usurandosi irregolarmente e più in fretta, la copertura giapponese vanta una pellicola interna che abbassa il peso del prodotto e diminuisce del 36 per cento, stando ai progettisti, la perdita di pressione.
Per misurarla, peraltro, sono da tempo realtà i Tpms (Tyre pressure monitoring system), ma un deciso passo avanti è rappresentato dalle gomme intelligenti: Pirelli ha annunciato entro fine anno la prima generazione di Cyber tyre, gomme dotate di sensori di pressione e temperatura e capaci di incrociare i dati con le condizioni del fondo stradale (anche per i camion), mentre la seconda, in partnership con Ferrari e Volvo, è attesa per il 2015.
Resistenza alle forature e riparabilità vedono invece da un lato Goodyear e Bridgestone (che vanta anche la gomma Bsr con anello di rinforzo per Toyota Rav4) puntare sulla terza generazione di prodotti, assai meno rigidi e più confortevoli, dall’altro nuovi sistemi autosigillanti.
Che, introdotti da Continental nel 2007 sulla Volkswagen Passat Cc (ContiSeal prometteva di resistere a fori fino a 5 mm) e aggiornati da Pirelli con Seal Inside, disponibile per i Cinturato P7 montati sulla Scirocco, sempre di casa Volkswagen, tornano d’attualità con il Concept 3S di Michelin: nessun liquido o mebrana interni alla gomma, ma una nuova mescola capace di richiudere all’istante eventuali fori nel battistrada.