L’euro sfiora quota 1,30 dollari È il livello più alto da un anno

Bernanke: «Inflazione preoccupante» Reazione negativa a Wall Street

da Milano

L'euro vola, schiacciando il dollaro ai livelli minimi da un anno, sulla scia dei dati negativi di venerdì scorso sull'occupazione Usa. La moneta europea è arrivata fino a 1,2979 dollari, il massimo dal 5 maggio 2005. La debolezza del mercato del lavoro Usa, che ha smorzato le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Fed, e le attese per la manovra sui tassi della Bce stanno dunque spingendo la moneta europea sempre più in alto, confermando la sensazione, già diffusa sul mercato, di un prossimo assalto a quota 1,30. Il dato congiunturale di giornata, l'indice Ism non manifatturiero, non ha invece pesato sulla quota, in quanto i dati sono risultati vicini alle attese. L'indice, che monitora l'andamento del comparto dei servizi negli Stati Uniti, a maggio è sceso a 60,1 da 63,0 del mese precedente.
Resta comunque la tensione sotterranea che pesa sul morale degli investitori. E la debolezza del biglietto verde, unita al rialzo del prezzo del greggio (tornato sopra 73 dollari), ha pesato negativamente sulle Borse europee, che hanno seguito l’andamento calante di Wall Street. Il Dax ha perso l'1,16%, il Cac40 lo 0,88%, piatto il Ftse100 (-0,04%) e altrettanto Piazza Affari: l'indice Mibtel e il S&P/Mib hanno ceduto entrambi lo 0,18%. A Wall Street il calo si è accentuato in serata - il Dow Jones ha ceduto l'1,77% - dopo l’allarme lanciato all’International Monetary Conference di Washington dal presidente della Fed, Ben Bernanke, sulla preoccupante crescita dell'inflazione negli Usa. Parole che hanno fatto propendere per un nuovo rialzo dei tassi d'interesse negli Usa. Il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, intervenuto subito dopo, non ha voluto pronunciarsi su quello che l'istituto di Francoforte deciderà giovedì prossimo sui tassi.