L’euro si avvicina a quota 1,30

La crescita a sorpresa della fiducia da parte delle imprese tedesche spinge la moneta unica

da Milano

L’euro ha approfittato ieri della giornata di scambi ridotti a causa del ponte del Thanksgiving Day negli Usa e di una festività in Giappone per riportarsi vicino a quota 1,30 dollari, toccando un massimo di seduta di 1,2975. Si tratta del livello più alto da quota 1,2979 toccata il 5 giugno scorso.
A innescare l’ascesa della moneta unica è stata la crescita a sorpresa della fiducia delle aziende tedesche che ha raggiunto i massimi da 15 anni. L’indice Ifo, che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi, è salito a 106,8 punti, dai 105,3 di ottobre, contrariamente alle stime degli analisti che avevano messo in conto un calo a 105,2.
Gli operatori vedono così rafforzarsi le aspettative di ulteriori ritocchi al rialzo del costo del denaro da parte della Bce nella prima parte del 2007 dopo il rialzo, dato già per scontato dal mercato, al livello del 3,50% nella riunione del direttivo del 7 dicembre prossimo. L’istituto di Francoforte, del resto, non perde occasione per ricordare come l’inflazione rappresenti ancora un problema. Da risolvere utilizzando l’arma dei tassi.
Gli economisti di Barclays Capital prevedono un’accelerazione della manovra restrittiva dell’istituto di Francoforte puntando su tassi al 3,75% già a marzo del prossimo anno, mentre Morgan Stanley, Goldman Sachs e Unicredit danno per certo il rialzo al 4% entro la fine del 2007.
Il biglietto verde, invece, paga lo scenario di un taglio del costo del denaro nella prossima primavera alla luce dei segnali di rallentamento dell’economia e di un’inflazione sostanzialmente sotto controllo. Già mercoledì la moneta americana aveva perso terreno contro le maggiori valute dopo dati congiunturali che hanno rivelato in particolare un inatteso peggioramento della fiducia dei consumatori e dell’occupazione.
I future sui tassi indicano che le probabilità di una limatura del costo del denaro in occasione della riunione del board della Federal Reserve del prossimo 21 marzo sono salite al 40% dal 17% di una settimana fa. A questo punto gli analisti prevedono un ulteriore indebolimento del dollaro e per Abn Amro c’è da attendersi un ribasso a 1,30 nel cross con l’euro e a 115 yen. Per ora, lo yen è salito a 116,2 per dollaro (da 116,7) e rispetto all’euro si è apprezzato a 150,4 (da 151,1).