L’Eurocorte ci dà ragione sugli elicotteri antincendio

In casi eccezionali, come lo furono gli incendi dell'estate 2002 in Italia, ricorrere alla trattativa privata per acquistare elicotteri per lo spegnimento delle fiamme non è in contrasto con la direttiva comunitaria sugli appalti. È questa la conclusione a cui arriva l'avvocato generale della Corte di giustizia del Lussemburgo Francis Jacobs che ieri ha proposto di respingere un ricorso della Commissione Ue contro l'Italia. Dopo aver dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale, nell'estate del 2002 il presidente del Consiglio dei ministri aveva adottato un'ordinanza con la quale autorizzava il Dipartimento per la protezione civile e il Corpo forestale dello Stato a stipulare, anche con trattativa privata, quindi senza bando di gara, contratti per l'acquisto di mezzi per spegnere gli incendi. Due gli elicotteri poi acquistati dall'italiana Agusta Bell. Per questo acquisto la Commissione aveva chiesto alla Corte di condannare l'Italia ritenendo che le autorizzazioni fossero contrarie al diritto comunitario in quanto non era stata espletata una gara d'appalto. Da parte sua l'Italia ha fatto valere la situazione di particolare urgenza e i requisiti tecnici degli elicotteri nonchè la necessità di garantire l'omogeneità rispetto a precedenti forniture. L'avvocato generale ha dato ragione all'Italia: «I roghi del 2002 possono integrare il requisito di estrema urgenza» previsto dalla direttiva.