L’Europa dice sì allo scudo spaziale americano

Porte sbattute, delegazioni che abbandonano i lavori. Liti dietro le quinte. Il 59° vertice della Nato in corso a Bucarest è tutt'altro che la solita kermesse medianica che si conclude con l'approvazione notarile di documenti il cui contenuto è definito da mesi. Georgia ed Ucraina, a dispetto del supporto statunitense, devono accantonare il sogno di entrare nell'Alleanza Atlantica. Lo sperato invito a iniziare la preparazione attraverso il programma Map non c'è stato. Ed è una magra consolazione che il segretario generale dell'Alleanza, Jaap de Hoop Scheffer, abbia detto che «tutti convengono che i due paesi saranno un giorno nella Nato». Considerando che l'anticamera del Map può durare 5-10 anni, davvero il discorso è molto remoto. E il veto che ha infranto i sogni dei due aspiranti è arrivato da Parigi e da Berlino, non da Mosca.
Un veto targato Atene ha invece impallinato l'aspirazione della Macedonia ad entrare subito nell'Alleanza: la Grecia è stata irremovibile, se la Macedonia non cambia il suo nome non se ne parla proprio. Non è escluso che su questo aspetto formale/sostanziale le diplomazie riescano a trovare una soluzione, ma per ora l'invito ufficiale ad entrare nel club Nato è stato rivolto solo a Croazia ed Albania. Le procedure di ratifica parlamentare degli attuali 26 membri richiederanno circa due anni, dopo di che i due paesi balcanici saranno ufficialmente ammessi nell'Alleanza.
Sul fronte della difesa missilistica il presidente statunitense ha ottenuto un importante risultato: da un lato è stato definito l'accordo con la Repubblica Ceca per l'installazione del grande radar del sistema antimissile statunitense, ma soprattutto la Nato ha fatto proprio il concetto difesa antimissile, accettando anche la “coperta” costituita dagli elementi europei dello scudo americano. Lo scudo quindi non è più una iniziativa solo americana, ma ha l'appoggio di tutta la Nato. Anzi, l'Alleanza dovrà in qualche modo provvedere per assicurare una copertura antimissile a quei paesi, come Grecia, Bulgaria e la stessa Romania, che non saranno protetti, per ragioni tecniche, dai 10 missili antimissile statunitensi che diverranno operativi in Polonia nel 2012. La posizione del presidente americano diventa quindi più forte in vista degli incontri bilaterali con la Russia, che si svolgeranno nel week-end.
Quanto all'Afghanistan, con la promessa francese di inviare mille soldati in più, comincia la difficile raccolta dei contributi dei “donatori”. Ma la Nato e gli Usa sperano di ottenere molto di più prima della chiusura del vertice.