L’Europa insegna: Prodi non è adatto a governare l’Italia

Ho seguito con attenzione il meeting ciellino di Rimini e condivido il giudizio espresso da Tremonti su Prodi. Infatti anche a mio parere il professor Prodi, avendo tentennato in Europa, farebbe ora meglio a evitare di proporsi alla guida dell’Italia. Prodi è stato, infatti, presidente della Commissione europea quando è stato imposto all’Italia il cambio «un euro contro 1.936,27 lire», anziché quello più realistico di «un euro contro 1.000 lire». Tante le cose, tutte importantissime, che l’Unione Europea (della quale Prodi era uno degli esperti più autorevoli) aveva in programma di fare e che non è riuscito a realizzare del tutto. La Commissione europea, nei cinque anni della presidenza Prodi, si è dedicata, per esempio, a misurare attentamente con il centimetro la lunghezza delle banane, per impedire che sul mercato europeo ne arrivassero più lunghe o più corte rispetto alla misura stabilita. E si è occupata anche di altre cose come la circonferenza della pizza e del giusto grado di cottura nel forno a legna o del cioccolato che, se non ho capito male, sembra che si possa fare anche con la noce di cocco. Tre soli Paesi in Europa si sono salvati: l’Inghilterra, la Svezia e Danimarca che, oltretutto, sono quelli che non hanno voluto l’euro. Senza dimenticare, poi, che francesi e olandesi hanno votato non contro la Carta costituzionale dell’Unione Europea, ma contro l’euro che li ha danneggiati, proprio mentre certi politici dell’opposizione affermavano che, invece, l’Europa - a differenza dell’Italia di Berlusconi - era ricca e felice con l’euro.