L’«Europa Nazione» deve ritrovar se stessa

Egregio direttore, dopo Madrid e Londra, il terrorismo islamico ha colpito ancora e questa volta ha preso di mira, nel suo folle ma razionale disegno, il luogo più privilegiato dei «vacanzieri» europei: la penisola del Sinai.
È decisamente un attacco a quell’Europa soggetta al potere delle sue (pseudo) élites, dei suoi forti centri di pressione economici, politici, culturali, mediatici; a quell’Europa favorevole all’immigrazione, all’adesione della Turchia a un’Europa «legale» non certo «reale».
A questo punto le misure varate dal governo italiano, a nostro avviso, ci sembrano insufficienti; è necessario aggiungere la cancellazione del trattato di Schengen e la chiusura in Italia (come nel resto dei Paesi europei) delle moschee, dei centri islamici e, per ultimo, delle associazioni e istituti ufficiali e non.
Di fronte a un Islam che, a suon di bombe, vuole trasformare gli europei in una minoranza etnica, ribadiamo la necessità di costruire l’Europa «Nazione», una grande patria comune formata da uomini liberi che, coscienti del tragico momento in cui viviamo, vogliano ritrovare quella fede e quella forza che fu dei nostri padri nei momenti più difficili della nostra civiltà.
Distinti saluti
Dirigente Provinciale Alternativa. Sociale
Lista A. Mussolini