L’Europa preoccupata frena sui finanziamenti

Scetticismo amplificato dalle notizie sulle pensioni che l’Anp paga ai rapitori di Shalit

L’Unione Europea ci sta già ripensando. Lunedì il rappresentante della Commissione John Kjaer e il ministro delle Finanze palestinese Salam Fayyad avevano firmato il memorandum d’intesa che garantisce 4 milioni di euro a un progetto destinato al risanamento del sistema fiscale palestinese. Era il primo finanziamento europeo dopo la vittoria di Hamas alle elezioni del 31 gennaio 2006. La formazione del governo d’unità nazionale e la fine degli scontri intestini sembravano aver creato le condizioni per un nuovo processo di finanziamento destinato ai ministeri fuori dal controllo fondamentalista. E Fayyad, il ministro palestinese più amato dagli americani, era il candidato più promettente. Ma il nuovo bagno di sangue e il rischio di un’egemonia fondamentalista rende tutti più cauti. «Siamo estremamente preoccupati per l’escalation di violenze», ha detto la commissaria Ue alle Relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner, dopo un incontro con il ministro palestinese dell’Informazione Mustafa Barghuti, a Bruxelles. Barghuti si era prima recato a Londra e Berlino per sostenere la ripresa degli aiuti europei al governo dell’Anp, e chiedere l’intensificazione delle pressioni politiche su Israele accusato di «detenere illegalmente» rimesse fiscali pari al 65% delle entrate del governo palestinese. «Quei soldi - ha ricordato Barghuti - che potrebbero ridare fiato all’economia e alla popolazione».
Molti esponenti dell’Unione Europea restano estremamente scettici sull’opportunità di riprendere i finanziamenti all’Anp. Ad amplificare lo scetticismo contribuiscono le rivelazioni sugli stipendi pagati a due militanti accusati di aver partecipato, lo scorso giugno, al rapimento del caporale israeliano Gilad Shalit. I due, Muhammad Amzi Farawneh e Majfi Tayseer Hammad, erano ufficialmente inquadrati nelle forze di sicurezza controllate da Fatah, ma in verità combattevano tra le file dei Comitati di resistenza popolare. Sopravvissuti al rapimento del caporale, i due vennero uccisi qualche giorno più tardi nel corso di un operazione mirata dell’aviazione israeliana. La verità sugli stipendi pagati loro dall’Anp è venuta a galla solo ieri. Mentre l’Unione Europea e il ministro palestinese Fayyad firmavano il contratto da 4 milioni, i familiari di Farawneh e Hammad inoltravano una lettera di protesta al ministero delle Finanze palestinese in cui denunciavano l’esigua pensione pagata ai figli e alle mogli di due «martiri della resistenza all’occupazione israeliana». Quanto basta per dubitare della capacità dei ministri di Fatah e del presidente Mahmoud Abbas d’impedire che i finanziamenti europei finiscano nelle mani dei gruppi armati.