L’Europa promuove la Grecia, ok ad altri aiuti

I Paesi dell’Eurozona hanno accolto «con soddisfazione» i passi avanti compiuti dalla Grecia per evitare il peggio e, come previsto, hanno sbloccato la quinta tranche di aiuti da 8,7 miliardi: il pagamento avverrà il 15 luglio. L’annuncio è stato dato ieri sera, al termine di un riunione in teleconferenza dell’Eurogruppo, ma l’accordo già era stato raggiunto dopo che il Parlamento ellenico ha approvato il piano di austerità preteso da Unione europea e Fondo monetario internazional: 78 miliardi di euro entro il 2015 (28 miliardi in tagli alla spesa e aumenti di tasse più 50 miliardi di privatizzazioni).
In particolare, i ministri europei hanno ieri giudicato positivamente l’adozione da parte di Atene di norme chiave sulla strategia fiscale e sulle privatizzazioni.
Gli aiuti sbloccati rappresentano una parte dei 110 miliardi previsti dal piano triennale per evitare il crac del Paese guidato da George Papandreou. «L’Eurogruppo si riunirà per decidere sul nuovo piano di aiuti alla Grecia entro la metà di settembre» - ha aggiunto il ministro delle Finanze di Atene Evangelos Venizelos. Il ministro ha sottolineato che ora per la Grecia è cruciale attuare i tagli di bilancio. Venizelos ha detto anche di prevedere che la decisione del Fondo monetario sulla propria parte della quinta tranche arriverà l’8 luglio. L’Eurogruppo ha infatti dato il via libera a 8,7 miliardi di euro cui vanno aggiunti i 3,3 miliardi del Fmi, per un totale di 12 miliardi previsti per questa quinta tranche. Restano ancora da definire invece le modalità precise e l’entità del coinvolgimento del settore privato nel salvataggio di Atene.
Intanto il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, in una un’intervista al settimanale Der Spiegel che sarà pubblicata domani ha detto che la Germania farà tutto il possibile per contribuire al salvataggio della Grecia, ma si prepara anche a un eventuale seppure «improbabile» fallimento di Atene. «Naturalmente ci prepariamo, come un governo responsabile, ad affrontare l’improbabile caso in cui, contrariamente a ogni aspettativa, si arrivasse alla sospensione dei pagamenti da parte della Grecia», ha detto il ministro. «In questo caso ci preoccuperemo che non ci siano sviluppi incontrollati». Un eventuale fallimento della Grecia, ha sottolineato il ministro, avrebbe ripercussioni sulle banche, sull’economia reale e probabilmente sull’intero sistema finanziario.