L’Europa si inventa i raid della polizia contro i rom Maroni: clamorose falsità

da Roma
Italiani brava gente. Ma non per Thomas Hammarberg, Commissario europeo per i diritti umani, che ieri ha attaccato duramente la politica del governo italiano in materia di sicurezza e immigrazione. «Le misure attuate in Italia - si legge in una nota allegata al rapporto sulla sua visita in Italia del giugno scorso - non tengono conto dei diritti umani e dei principi umanitari e potrebbero fomentare altri episodi xenofobi». Non solo, la scure del Commissario cala anche sugli atti di violenza avvenuti ai danni di campi nomadi «senza che vi fosse una effettiva protezione da parte delle forze dell’ordine che a loro volta hanno condotto raid violenti contro gli insediamenti». E poi sul campo nomadi di Roma «Casilino 900» le cui condizioni sono «inaccettabili».
A stretto giro e altrettanto dura arriva la risposta del ministro dell’Interno Roberto Maroni che, intervenendo in aula alla Camera, respinge «con indignazione» le accuse mosse da Hammarberg. Delle «falsità clamorose», ribadisce, negando qualunque comportamento illegittimo delle forze dell’ordine. Diversamente, precisa Maroni, «si dica quali sono i fatti a cui si riferisce». Prima dell’intervento in aula, il Viminale ha comunque diffuso una nota i cui si chiarisce che il governo ha già risposto al Consiglio Ue dimostrando che le preoccupazioni sul non rispetto dei diritti umani siano «totalmente infondate». L’attacco del Commissario per i diritti umani non si è però limitato alla questione nomadi. Hammarberg punta il dito (o il fucile) anche contro la dichiarazione del governo dello stato di emergenza sull’immigrazione. Che insieme ai «poteri speciali conferiti ai commissari speciali e alla Polizia» sembrano denotare «una incapacità di affrontare un fenomeno non nuovo» e quindi da gestire con leggi ordinarie.
«L’estensione dello stato di emergenza - replica Maroni - è dovuto all’eccezionale afflusso di clandestini, raddoppiato rispetto allo scorso anno e che ha reso insufficienti le strutture destinate all’accoglienza». Anche perché, precisa il ministro dell’Interno, se il trend di arrivo sarà confermato entro il 2008 in Italia arriveranno oltre 30 mila clandestini a fronte dei 7417 posti disponibili. Solo in Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, ha spiegato Maroni «sono sbarcate 10611 persone, contro le 5380 dello scorso anno». Per questo, grazie al provvedimento adottato che, ricorda Maroni, altro non è che una proroga di altri analoghi adottati dal governo Prodi (e D’Alema nel 1999) «è stato possibile attivare Centri di accoglienza a Aviano, Castiglion delle Stiviere, Settimo Torinese, Roma, Castelnuovo di Porto e Ancona» in cui far confluire gli immigrati arrivati nelle regioni del Sud. Mentre dai banchi dell’opposizione si grida «fascista» a Maroni, Minniti e la Merloni accusano il governo di «isolare l’Italia dall’Europa» ignorando «l’equilibrio tra sicurezza e integrazione». «Accuse singolari - ribatte Maroni - perché provengono da esponenti del governo Prodi che in Cdm ha votato queste misure». Poi chiede: «Come mai all’epoca nessuno accusò il governo di essere razzista?». La conclusione è amara: «La verità è che i sacri principi sono sempre piegati alle esigenze del momento».
«L’accusa che la polizia italiana ha condotto dei raid contro i campi nomadi è - ha dichiarato il presidente della Camera Gianfranco Fini - come del resto tutti sanno, assolutamente infondata».
Intanto ieri insieme al ministro delle Difesa, Ignazio La Russa, Maroni ha presentato il piano di impiego dei 3000 militari nelle città. A Roma ne andranno più di mille, di cui 195 per le pattuglie miste mentre 175 saranno destinati alle vie di Milano e 150 a quelle di Napoli. I militari che incontreremo in strada indosseranno la divisa ordinaria, senza fucile ma armati di pistola.