L’Europa si spacca sui dazi agricoli Urso alla Francia: errore dividerci

da Milano

È scontro aperto sui commerci mondiali, e lo è su due fronti: da un lato all’interno dell’Unione europea, dove la Francia non vuol saperne di ridurre i dazi all’import dai Paesi in via di sviluppo, dall’altro lo scontro vede contrapposti l’Ue su un fronte e gli Usa, Australia e Brasile sull’altro. Ma intanto il presidente della Banca mondiale, Paul Wolfowitz, e il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Rodrigo Rato, invitano gli Stati Uniti e l’Unione europea non solo a superare le loro divisioni sul dossier agricolo, ma anche a non focalizzarsi solo su questo tema.
La nuova proposta di tagli ai dazi sull’agricoltura avanzata dalla Commissione Ue è stata di nuovo respinta dal principale sindacato agricolo francese, che l’ha definita «una nuova provocazione». Jean-Michel Lemetayer, capo del sindacato, ha detto: «Spero che il governo (francese, ndr), che nelle ultime settimane è stato molto fermo, non solo minacci di usare il proprio veto, ma lo faccia davvero». Il commissario Ue al Commercio, Peter Mandelson, ha definito l’ultima modifica alla riforma, annunciata venerdì, come un buon compromesso. E il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (Wto), Pascal Lamy, ha definito «seria» l’offerta di Mandelson in materia di riduzione dei dazi agricoli. Secondo Lamy questo «progresso» potrebbe «essere paragonabile a quel che gli americani si sono detti pronti a fare» per quel che riguarda le sovvenzioni statali al settore agricolo. La nuova offerta dell’Ue prevede una diminuzione media del 46% sui dazi imposti alle importazioni dei prodotti agricoli, contro la forchetta 20%-50% precedentemente presa in considerazione.
«Hanno certamente ragione Banca mondiale e Fmi nel ricordare a tutti gli attori che esistono altri dossier, come l’industria e i servizi, altrettanto e forse più importanti per il commercio e lo sviluppo mondiale, anche dei Paesi in via di sviluppo», ha sottolineato ieri il viceministro delegato al Commercio estero, Adolfo Urso. «In tema di agricoltura - ha ricordato Urso - l’Europa ha compiuto il massimo sforzo possibile e appaiono davvero strumentali le reazioni negative e preconcette degli altri partner negoziali. Qui non si tratta di giocare a poker, con bluff e rilanci - ha spiegato - ma di negoziare a carte scoperte e insieme su ogni capitolo dell’agenda di Doha. Anche per questo - ha concluso - facciamo appello alla Francia, affinché l’Unione si muova unita e insieme, al fine di portare tutti alla medesima ragionevolezza».